Crotone, la proposta di una grande mostra su Niccolò La Piccola per rilanciare il turismo culturale
Un’esposizione natalizia dedicata all’arte sacra del pittore crotonese, con sale immersive, tecnologie digitali, seminari e una targa commemorativa nel luogo della sua nascita.
Il Natale può rappresentare per Crotone qualcosa di più di un calendario di luminarie, mercatini e appuntamenti tradizionali. Può diventare l'occasione per investire sulla cultura, richiamare nuovi visitatori e restituire alla città un ruolo più riconoscibile nel panorama artistico regionale e nazionale. È in questa prospettiva che merita di essere rilanciata la proposta di una grande mostra dedicata a Niccolò La Piccola (1727-1790), pittore crotonese del Settecento che seppe affermarsi nell'ambiente artistico romano, raggiungendo prestigiosi riconoscimenti.
L'idea di un'esposizione di livello nazionale, già avanzata nei mesi scorsi, potrebbe trovare proprio nelle festività natalizie la sua prima concreta realizzazione, attraverso un progetto culturale capace di coniugare qualità scientifica, valorizzazione della memoria cittadina e promozione turistica.
“La luce del Sacro. Niccolò La Piccola e la pittura religiosa del Settecento” potrebbe essere il titolo della manifestazione inaugurale, dedicata alla produzione religiosa dell'artista. Il rapporto tra arte e spiritualità offrirebbe, nel periodo natalizio, una chiave di lettura particolarmente suggestiva, consentendo di avvicinare il pubblico alla sensibilità pittorica del Settecento e alla figura di un autore ancora troppo poco conosciuto nella sua città natale.
L'esposizione dovrebbe nascere con un'impostazione scientifica autorevole, coinvolgendo storici dell'arte, musei, istituzioni ecclesiastiche e realtà culturali nazionali. Opere originali, laddove disponibili e concesse in prestito, documenti, apparati multimediali e materiali di approfondimento potrebbero comporre un percorso espositivo capace di interessare tanto gli specialisti quanto un pubblico più vasto.

La scelta iniziale dell'arte sacra, tuttavia, non dovrebbe trasformarsi in un limite per il futuro. Il progetto potrebbe evolversi negli anni in una rassegna dedicata alla figura complessiva di La Piccola, alla pittura del Settecento e, più in generale, alle diverse espressioni artistiche legate alla storia culturale italiana ed europea. Dopo una prima edizione incentrata sulla produzione religiosa, successive esposizioni potrebbero approfondire la pittura mitologica e allegorica, la decorazione dei palazzi nobiliari, i rapporti con la committenza romana e il ruolo degli artisti meridionali nella cultura figurativa del tempo.
Si tratterebbe, dunque, non di immaginare una mostra isolata, ma di porre le basi per un appuntamento culturale periodico, capace di rinnovare i propri contenuti, ampliare progressivamente il pubblico e costruire nel tempo una reputazione riconoscibile.
Accanto alle opere, sarebbe opportuno prevedere un ciclo di seminari, conferenze e incontri di studio con la partecipazione di docenti universitari, storici dell'arte e studiosi del Settecento. Gli approfondimenti potrebbero ripercorrere la formazione e la carriera del pittore, la sua attività nella Roma pontificia e il contesto artistico nel quale operò. Un'attenzione particolare andrebbe riservata alle scuole e ai giovani, attraverso visite guidate e attività didattiche, mentre la pubblicazione di un catalogo scientifico permetterebbe di lasciare una testimonianza duratura dell'iniziativa.
Ma il significato della proposta non si esaurirebbe nell'indubbio valore culturale dell'esposizione. La questione riguarda anche il futuro turistico ed economico della città.

Crotone ha la necessità di ampliare la propria capacità attrattiva, superando una promozione prevalentemente legata alla stagione balneare e al patrimonio archeologico. Sono risorse fondamentali, ma non possono rappresentare gli unici elementi attraverso i quali costruire l'immagine turistica del territorio. Una città con una storia tanto ricca deve saper raccontare anche le proprie personalità artistiche, le tradizioni culturali e le testimonianze che la collegano alla più ampia vicenda dell'arte italiana.
In questa direzione, una mostra di richiamo nazionale potrebbe diventare uno strumento di posizionamento turistico. Le esposizioni di qualità, quando sostenute da un'adeguata organizzazione e da una promozione efficace, costituiscono infatti una motivazione autonoma di viaggio. Richiamano appassionati, studiosi, associazioni culturali e visitatori che scelgono una destinazione proprio per partecipare a un evento artistico.
Il turismo culturale può inoltre favorire soggiorni che comprendano più esperienze: alla visita della mostra si potrebbero affiancare itinerari nel centro storico, percorsi archeologici, visite ai monumenti cittadini e occasioni di conoscenza delle tradizioni gastronomiche locali. Il beneficio potenziale non riguarderebbe soltanto la sede espositiva, ma coinvolgerebbe strutture ricettive, ristorazione, commercio, guide turistiche e servizi di accoglienza.
La collocazione nel periodo natalizio assumerebbe un'importanza strategica, perché consentirebbe di proporre un motivo di visita in una fase dell'anno generalmente meno favorevole al turismo balneare. Destagionalizzare non significa semplicemente organizzare eventi fuori dall'estate, ma creare occasioni di viaggio sufficientemente interessanti da convincere le persone a scegliere Crotone anche nei mesi invernali.
Per questo la mostra dovrebbe essere accompagnata da una campagna di comunicazione non limitata al territorio provinciale, ma rivolta ai circuiti dell'arte e del turismo culturale calabresi e nazionali. Collaborazioni con operatori turistici, musei, associazioni, università e mezzi d'informazione specializzati potrebbero contribuire a far conoscere l'iniziativa ben oltre i confini regionali.
Il risultato da perseguire non sarebbe soltanto quello di aumentare il numero dei visitatori durante le festività, ma di rafforzare l'immagine di Crotone come destinazione culturale, accreditandola progressivamente quale sede di esposizioni, incontri di studio e manifestazioni artistiche di qualità.

Una strategia di questo tipo richiederebbe continuità. Il successo di una singola mostra può esaurirsi con la chiusura delle sale; la costruzione di una programmazione stabile, invece, può generare rapporti con istituzioni museali, attrarre competenze e far crescere nel tempo la riconoscibilità della città. È questa la differenza tra un evento occasionale e un autentico progetto di sviluppo culturale.
L'iniziativa offrirebbe inoltre l'opportunità di compiere un gesto di memoria atteso da tempo: collocare una targa commemorativa nel luogo di nascita di Niccolò La Piccola, individuato dalle ricerche storiche nell'area dell'incrocio tra via Giuseppe Suriano e via Media, nell'antica sezione Peschiera del centro storico di Crotone, nei pressi di Palazzo Suriano e Palazzo De Castillo.
La collocazione materiale della targa andrebbe definita attraverso una puntuale verifica storica e tecnica, individuando la parete più appropriata tra gli edifici che prospettano sull'incrocio, nel rispetto delle necessarie autorizzazioni. L'obiettivo sarebbe ricordare con esattezza il luogo di nascita dell'artista, evitando attribuzioni non documentate a un determinato edificio.
Sarebbe particolarmente significativo far coincidere lo scoprimento della targa con l'inaugurazione della mostra, alla presenza delle autorità cittadine, degli studiosi e dei rappresentanti delle istituzioni culturali. La cerimonia potrebbe così unire simbolicamente il recupero delle radici crotonesi del pittore alla valorizzazione della sua opera, trasformando un momento celebrativo in un'occasione di conoscenza collettiva.
La targa rappresenterebbe anche un elemento permanente di un possibile itinerario dedicato ai personaggi illustri della città, contribuendo ad arricchire l'esperienza di visita del centro storico.
Per dare concretezza a questa prospettiva servirebbe naturalmente un lavoro di programmazione, con il coinvolgimento del Comune, della Regione Calabria, delle istituzioni culturali ed ecclesiastiche, delle università e di eventuali sostenitori privati. Fondamentali sarebbero la scelta di una sede espositiva adeguata, la costituzione di un comitato scientifico, la verifica della disponibilità delle opere e la definizione di un piano organizzativo ed economico sostenibile.
Occorrerebbe, soprattutto, una visione capace di andare oltre la singola stagione natalizia.
Crotone non può limitarsi a custodire il proprio patrimonio storico e artistico: deve imparare a trasformarlo in una risorsa viva, capace di produrre conoscenza, attrattività e opportunità per il territorio. La valorizzazione di Niccolò La Piccola potrebbe rappresentare un primo passo in questa direzione, dimostrando come il recupero di una figura del passato possa diventare il punto di partenza di una progettualità rivolta al futuro.
L'arte sacra offrirebbe il tema ideale per inaugurare il percorso durante il Natale. Negli anni successivi, un programma espositivo più ampio potrebbe esplorare altre stagioni, protagonisti e linguaggi dell'arte, mantenendo alta la qualità delle proposte e consolidando un appuntamento culturale destinato a crescere.
La sfida, in definitiva, non sarebbe soltanto organizzare una bella mostra, ma fare della cultura uno degli strumenti attraverso i quali Crotone possa riconquistare attenzione, prestigio e nuove opportunità nel panorama turistico e artistico nazionale.
Perché una città che investe sulla propria storia non celebra semplicemente ciò che è stata: crea le condizioni per essere conosciuta, apprezzata e scelta anche domani.


