L'arte bianca
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affidato
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CROTONE Dodici progressioni verticali straordinarie, un regolamento contestato dalle organizzazioni sindacali e una distribuzione delle opportunità di carriera che solleva più di un interrogativo. L'atto di forza del presidente della Provincia di Crotone, Antonio Ammirati, nei confronti di Cgil, Cisl e Uil e delle loro sette Rsu sta tutto qui, nel decreto numero 85 del 7 ottobre scorso.

CALABRIA VERDE ANTINCENDIO 2026
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La sproporzione nella distribuzione dei posti

Il provvedimento stabilisce che, delle 12 progressioni programmate, 9 siano destinate al passaggio da Istruttori a funzionari, appena 2 da operatori esperti a istruttori, mentre una sola da operatore a operatore esperto. Una sproporzione evidente secondo i sindacati che, pur non essendo automaticamente illegittima, richiede spiegazioni convincenti.

È questo quanto emerge dall'esame degli atti della Provincia di Crotone, dopo l'incontro del 4 novembre 2026 tra l'Amministrazione e i rappresentanti sindacali territoriali di Cgil, Cisl e Uil.

Il dato più sorprendente non sono dunque le promozioni, ma la loro distribuzione. Allo stato attuale, su circa 145 dipendenti, ben 105 appartengono all'Area degli operatori esperti, 20 all'Area degli istruttori e altri 20 all'Area dei funzionari. In sostanza, per un'area composta da oltre 100 dipendenti vengono previste soltanto due possibilità di avanzamento, mentre per un'area di appena 20 dipendenti le opportunità sono 9.

L'interrogativo che pongono le sigle sindacali è: perché “ingolfare” ulteriormente l'Area dei funzionari, dove risultano già 20 dipendenti, anziché valorizzare maggiormente gli operatori esperti e potenziare l'Area degli istruttori, anch'essa composta da soli 20 dipendenti?

Un regolamento che rischia di favorire chi è già nel posto giusto

Sotto la lente del confronto sono finiti anche alcuni criteri del regolamento approvato con il decreto presidenziale dello scorso 7 ottobre. Il più controverso attribuisce cinque punti per ogni anno di esperienza nel servizio destinatario della progressione, contro un solo punto per la stessa esperienza pertinente ma maturata in altri servizi dell'Ente. 

Ad esempio, un dipendente con cinque anni di esperienza nel servizio prescelto può ottenere 25 punti; un collega con identica anzianità ed esperienza pertinente, ma assegnato altrove, soltanto cinque. Una differenza che rischia di condizionare pesantemente le graduatorie.

Le organizzazioni sindacali hanno inoltre sollevato dubbi sulle restrizioni legate ai profili professionali, sui requisiti di performance e disciplinari, sulla penalizzazione del personale part-time e sulla discrezionalità dei colloqui. 

Le sigle si chiedono se sono criteri realmente coerenti con lo spirito del Ccnl delle Funzioni locali che punta alla valorizzazione delle professionalità maturate. I criteri previsti nel decreto, a loro dire, rischiano di restringere la competizione a vantaggio di chi occupa già determinate posizioni. La loro conformità a livello contrattuale richiederebbe dunque verifiche più puntuali.

I dubbi sulla copertura finanziaria del provvedimento

Accanto a questi nodi, secondo le analisi dei sindacati sono anche i conti economici a non tornare in quanto il plafond destinato a copertura delle verticalizzazioni potrebbe non essere sufficiente. La questione finanziaria, dunque, rende ancora più delicata la vicenda.

La Provincia ha quantificato il costo delle dodici progressioni a fronte del plafond disponibile dello 0,55%. Ma se si applicano i nuovi differenziali tabellari previsti dal Ccnl del 23 febbraio 2026,hanno calcolato i sindacati, il costo annualizzato delle 12 progressioni oltrepassa il plafond. Il dato evidenzia, dunque, la necessità di chiarire se l'Amministrazione abbia aggiornato correttamente i conteggi dopo il rinnovo contrattuale.

Rendiconto 2025 non approvato e confronto sindacale contestato

Restando sempre in ambito finanziario, c'è poi un'altra circostanza che ha fatto accendere la spia ai sindacati: ad oggi, infatti, la Provincia non risulta aver ancora approvato il rendiconto 2025, nonostante la scadenza ordinaria del 30 aprile. Una situazione, questa, che potrebbe determinare limitazioni alle assunzioni e impone quindi di verificare se sia possibile perfezionare le progressioni straordinarie senza aver prima regolarizzato la posizione contabile.

Sullo sfondo resta aperta anche la questione del confronto sindacale. Nel decreto presidenziale l'Amministrazione sostiene di aver recepito le osservazioni formulate dai sindacati, mentre le organizzazioni territoriali hanno contestato la ricostruzione, richiamando un precedente verbale che prevedeva la prosecuzione della discussione.

È proprio l'insieme di tutti questi elementi a far sorgere nei sindacati una serie di dubbi circa la distribuzione così fortemente sbilanciata verso l'Area dei funzionari; i criteri che attribuiscono vantaggi significativi ai dipendenti già assegnati a determinati servizi; e di contro opportunità di carriera limitatissime per la categoria numericamente più consistente.

Dopo la riunione del 4 novembre scorso, la Provincia è dunque sollecitata dai sindacati a chiarire i criteri adottati, la sostenibilità finanziaria delle progressioni e le ragioni di una programmazione che lascia ai margini la grande maggioranza degli operatori esperti.

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