Roccabernarda: colpo ai beni del clan Bagnato, confisca beni da un milione
Il provvedimento definitivo del Tribunale di Catanzaro chiude l'operazione Capitastrum: sottratti 14 terreni e immobili, mentre altri 90 tornano ai legittimi proprietari
ROCCABERNARDA Beni per un milione di euro sono stati confiscati dai carabinieri di Petilia Policastro ad esponenti della cosca Bagnato di Roccabernarda, nei cui confronti e' stato eseguito un provvedimento definitivo di confisca emesso dalla sezione misure di prevenzione del Tribunale di Catanzaro.

Le condanne e l'indagine "Capitastrum"
Confisca che fa seguito alle condanne irrevocabili inflitte al capo dell'omonima cosca Antonio Santo Bagnato, alla moglie Stefania Aprigliano, al figlio Giuseppe Bagnato e a Domenico Iaquinta, a conclusione del processo scaturito da una indagine portata avanti dai carabinieri tra il 2017 e il 2019, che ha consentito di documentare l'operativita' della cosca Bagnato e il sistematico impossessamento di numerosi terreni agricoli nel comune di Roccabernarda. Indagine poi sfociata nell'operazione "Capitastrum", scattata il 5 dicembre 2020.

Il modus operandi della cosca
Gli inquirenti accertarono che la cosca Bagnato si era appropriata di numerosi terreni agricoli con intimidazioni e minacce ai danni dei legittimi proprietari, ricorrendo anche a falsi testamenti e false dichiarazioni di usucapione per conferire apparente legittimita' alle acquisizioni.
Il sequestro iniziale e il bilancio dei beni confiscati

A conclusione dell'operazione furono sottoposti a sequestro preventivo 104 terreni agricoli, per un'estensione complessiva di circa 50 ettari, nonche' ulteriori immobili e beni mobili. La confisca definitiva eseguita ora dai carabinieri riguarda 14 terreni agricoli per circa 9 ettari, un'abitazione con annesso magazzino, un trattore, attrezzature agricole, due rimesse, un capannone e diversi capi di bestiame bovino, per un valore complessivo di oltre un milione di euro.

La restituzione dei terreni ai proprietari
Contestualmente, il provvedimento ha disposto la restituzione di 90 terreni agricoli ai legittimi aventi diritto, accertando definitivamente l'illegittima sottrazione degli stessi da parte del sodalizio.

