"Pressing" tra Petilia e Cotronei: raffica di multe, locali nel mirino
Operazione Focus ‘Ndrangheta: una denuncia, sanzioni pesanti per le slot fuori orario e sequestri della Guardia costiera. Identificate oltre seicento persone nei controlli
PETILIA POLICASTRO / COTRONEI Un’azione coordinata "a tenaglia" che ha setacciato il territorio tra Petilia Policastro e Cotronei. Sotto la guida della Questura di Crotone, le forze dell'ordine hanno dato vita a una massiccia operazione interforze nell'ambito del piano “Focus ‘Ndrangheta”, colpendo con decisione le irregolarità nel settore commerciale e del gioco d’azzardo.
Slot e scommesse: il colpo più duro
Il bilancio degli accertamenti condotti dalla Polizia Amministrativa è pesante. A Petilia, un bar è stato sanzionato per 8.000 euro: gli agenti hanno sorpreso 16 slot machine in funzione oltre l’orario consentito.
A Cotronei, la situazione più grave ha riguardato una sala giochi: il titolare è stato denunciato penalmente per la mancanza della tabella dei giochi proibiti e multato per oltre 5.500 euro a causa della gestione irregolare delle macchinette e dell’assenza di personale autorizzato.
Officine e controlli alimentari
Il dispositivo, che ha visto la collaborazione di Carabinieri, Guardia di Finanza e Capitaneria di Porto, non ha tralasciato la filiera produttiva. Mentre la Polizia stradale e la Digos hanno rilevato irregolarità amministrative in alcune officine (con prescrizioni ambientali e multe per la tenuta dei registri), la Guardia costiera ha colpito il settore ittico: sequestrati 7,5 chilogrammi di pesce privo di tracciabilità in un esercizio commerciale, con una multa annessa di 1.500 euro.
Il territorio sotto la lente
L’imponente attività di filtraggio stradale ha portato a risultati record in una sola giornata: 622 persone identificate (118 delle quali già note alle forze dell'ordine); 374 veicoli controllati in 39 diversi posti di blocco; 11 verifiche domiciliari su soggetti sottoposti a misure restrittive.
L’operazione conferma la strategia di "presidio costante" voluta dal questore Renato Panvino e dal prefetto Franca Ferraro, mirata a colpire non solo la criminalità organizzata ma anche quell'illegalità diffusa che danneggia l'economia sana del territorio.

