L'arte bianca
L'arte bianca
affidato
affidato

CROTONE La sezione lavoro della Corte di appello di Catanzaro ha accolto il ricorso presentato dall’architetto Elisabetta Dominijanni dichiarando nullo il licenziamento deciso dal Comune di Crotone.

Nella stessa sentenza la Corte di appello ha disposto «la reintegrazione dell’appellante nel posto di lavoro che occupava» prima del licenziamento e ha condannato il Comune «a corrisponderle una indennità risarcitoria commisurata all’ultima retribuzione di riferimento per il calcolo di fine rapporto corrispondente al periodo dal giorno del licenziamento fino a quello dell’effettiva reintegrazione e comunque in misura non superiore alle 24 mensilità, oltre alla maggiore somma tra interessi legali e rivalutazione monetaria dalla data del licenziamento».

Oltre al risarcimento economico dovuto per l’ingiusto licenziamento il comune è condannato a pagare i versamenti «dei contributi previdenziali e assistenziali per lo stesso periodo». Sempre il Comune dovrà corrispondere all’architetto, che svolgeva il ruolo di dirigente dell’ente, «le spese di lite che liquida in seimila euro per i primo grado e cinquemila per il secondo, oltre accessori e rimborsi di legge».

Non è la prima volta che l’architetto Dominijanni riceve rimborsi dal Comune per provvedimenti penalizzanti consumatisi ai suoi danni. La sua prima battaglia legale l’aveva vinta contro la mancata assunzione nei ruoli avendo vinto un concorso, che l’amministrazione comunale guidata da Ugo Pugliese non aveva voluto riconoscere.

Era stata, poi, collocata nei ruoli dell’ente il 28 gennaio 2020 Tiziana Giovanna Costantino. Questo secondo provvedimento, definito dalle carte «licenziamento disciplinare» era scattato perché il 14 luglio 2021, in primo grado, il Tribunale di Crotone l’aveva «riconosciuta colpevole di due delle cinque imputazioni che le erano state mosse» e precisamente per «abuso d’ufficio e lottizzazione abusiva».

L’abuso di ufficio non esiste più. Il 5 agosto del 2021 l’ufficio per i procedimenti disciplinari del Comune di Crotone ha sospeso il procedimento disciplinare «perché la sentenza di condanna … non è passata in giudicato». Eravamo ancora al primo grado di giudizio. In secondo grado la Corte di appello di Catanzaro, il 31 maggio 2024, non ha acconto la richiesta dell’architetto di annullare la sentenza di primo grado.

Il 24 luglio 2024 «l’ufficio per i provvedimenti disciplinari del Comune di Crotone ha riattivato il procedimento a carico della lavoratrice, contestandole «i comportamenti descritti» in tutte e cinque i capi di imputazione» e ha così «commissionato la sanzione del licenziamento senza preavviso». Non è finita qui perché la dirigente ha proposto ricorso al giudice del lavoro presso il Tribunale di Crotone che ha rigettato.

L’ultimo atto della telenovela si è consumato con il ricorso alla sezione Lavoro della Corte di appello di Catanzaro che ha accolto l'istanza condannando il Comune. In questa vicenda, oltre a questioni giudiziarie e legali, potrebbe esserci un aspetto politico che riguarda proprio la decisione di licenziare la dirigente un «attimo» prima che tutto si risolvesse con la decorrenza dei termini e, quindi, l’archiviazione.

Tra l’altro l’architetto non era più dirigente dell’Urbanistica, ma dell’Ambiente e non avrebbe potuto, in ogni caso, reiterare il presunto reato. Fuori dai microfoni esponenti della giunta comunale dissero che la decisione di licenziare Dominijanni era stata presa dal direttore generale dell’ente in perfetta solitudine e senza informare la giunta comunale.

Sarà questa la verità oppure c’è altro? Quanto costerà ai cittadini di Crotone il danno che dovrà essere riconosciuto all’interessata? La sezione lavoro della Corte di appello era presieduta dal Emilio Sirianni e Dominijanni è stata difesa dagli avvocati Alberto Gava e Francesco Renda.

Maturità, "notte prima degli esami" per oltre 1.500 studenti crotonesi
Depurazione, FdI Crotone esalta il piano regionale: «Opere attese da anni»