L'arte bianca
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affidato
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birth Marco Antonio Imbrauglio acquista
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CROTONE Una facciata dipinta a regola d’arte può nascondere il degrado strutturale di un intero edificio? È l’interrogativo, amaro e provocatorio, che rimbalza tra i palazzi del quartiere “300 Alloggi” a Crotone, dove l’entusiasmo per le opere di riqualificazione urbana si sta scontrando con la dura realtà di una manutenzione edilizia che sembra essersi fermata alle apparenze. 

CALABRIA VERDE ANTINCENDIO 2026
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La denuncia: «Scarpe lucide, ma dietro sono sporche»

A farsi portavoce del malcontento degli abitanti, in particolare dei residenti della palazzina 21 di via Mastracchi, è il consigliere comunale di Consenso, Enrico eEdace, che ha indirizzato una dura missiva ai vertici dell’Aterp Calabria, al responsabile Aterp di Crotone, al sindaco Vincenzo Voce e al dirigente tecnico Francesco Stellato.

Il paradosso è evidente: mentre il quartiere cambia volto grazie a murales artistici che ne celebrano la rinascita estetica, le segnalazioni fotografiche dei cittadini raccontano un’altra storia. «Si sta provvedendo a realizzare altri murales, che saranno bellissimi, ma intanto le palazzine cadono a pezzi!», denunciano i residenti. 

Balconi fatiscenti e solai crollati

La situazione descritta nella nota da Pedace è preoccupante. Basta un giro tra gli isolati per notare balconi con i ferri d’armatura ormai scoperti e ossidati, intonaci pronti a staccarsi e, nel caso più eclatante proprio in uno stabile interessato dalle opere artistiche, il crollo del soffitto di un corridoio condominiale. Le immagini mostrano le pignatte del solaio completamente a nudo, testimonianza di un degrado che va ben oltre l’estetica e tocca la sicurezza dei cittadini.

«Sembra come quando un comandante passa in rassegna i soldati: guarda solo le scarpe lucide davanti, ma non vede che dietro sono sporche e impolverate», si legge nella lettera del consigliere.

Il rischio di uno spreco di denaro pubblico

Oltre al tema della sicurezza, la denuncia solleva una questione di gestione economica anche delle risorse messe a disposizione dall'accordo tra Comune ed Eni attraverso cui si finanzia il progetto “Kriu”. Intervenire con decorazioni artistiche su superfici strutturalmente compromesse rischia di essere un investimento a perdere. Se la struttura sottostante cede o necessita di interventi urgenti di consolidamento, l’opera d’arte verrebbe inevitabilmente distrutta, configurando un potenziale spreco di denaro pubblico. La richiesta alle autorità di Pedace competenti è chiara: una visione a 360 gradi che dia la precedenza al consolidamento strutturale dell’edilizia popolare. La bellezza è necessaria, ma non può prescindere dalla stabilità e dalla dignità di chi in quelle case ci vive ogni giorno.

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