L'arte bianca
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CROTONE Sono le 20.30 quando Enzo Voce decide di uscire dalla suo “covo” elettorale situato sotto i portici della centralissima piazza Pitagora a Crotone, alzando le mani al cielo per ricevere l'abbraccio dei suoi sostenitori assiepati dal primo pomeriggio in attesa di poter festeggiare. 

Non c'è ancora l'ufficialità del risultato del Viminale e, per quella, bisognerà attendere notte inoltrata. Ma l'ufficiosità del dato intanto è arrivata e, anche se è una verità “carbonara”, certificata cioè dalle ambascerie che costantemente fanno la spola dai seggi alla sede, la percentuale è ormai superiore al 60% (intorno al 65% dicono i più informati).

Nessun leader dei partiti del centrodestra fuori ad attenderlo. Sobrietà e compostezza. Così Voce ha intrapreso la sua marcia trionfale verso piazza della Resistenza in piena solitudine, attraversando il corso di via Vittorio Veneto. Ad accompagnarlo il “semplice” sostegno di coloro che, quasi per mano, lo hanno confortato fino ai tre gradini che separano l'entrata del Municipio.

Qui, nell'atrio, ad attenderlo, il segretario generale Andrea La Rocca, il comandante della Polizia locale, Francesco Iorno, il dirigente del Settore 2, Francesco Marano, l'agente di Polizia locale, Gaetano Papaleo, e l'ex sindaco di Isola di Capo Rizzuto, Gianluca Bruno. Alla spicciolata arrivano anche i dirigenti di Fratelli d'Italia con il coordinatore provinciale Michele De Simone in testa. 

Non c'è però quella folla quasi oceanica ad attendere Voce che, nell'autunno del 2020, si era riversata in quell'emiciclo da piazza Marina d'Italia. Non è previsto nessun discorso dal palco che rimane scarno e solitario nella piazza silente. Zero caroselli e aria di festa sommessa. Si attende l'arrivo di un microfono e una cassa di fortuna per il primo discorso da sindaco rieletto. La nuova avventura di Voce al Comune di Crotone è iniziata così.

«La tendenza oramai è netta – sottolinea subito Voce –, il divario sembra non più essere messo in discussione. Sono veramente contentissimo, voglio ringraziare tutti coloro che mi hanno manifestato la fiducia e voglio essere il sindaco di tutti perché quando si lavora per il bene della collettività non si può che essere il sindaco di tutti. La minoranza svolgerà il suo ruolo e la maggioranza si assumerà la responsabilità delle scelte che dovrà fare. L'abbiamo fatto in cinque anni e mezzo, abbiamo fatto tante cose e queste cose i cittadini l'hanno riconosciute in maniera evidente».

«Dall'altra parte – stigmatizza Voce –, avete avuto modo di vedere come hanno condotto la campagna elettorale. Non sono caduto nelle loro provocazioni, ho cercato di far capire ai cittadini le tante cose che abbiamo fatto. In primis, la riforma dell'Ente che viene tuttora negata anche davanti all'evidenza dei risultati. Abbiamo poi stabilizzato tutti i tirocinanti e lo abbiamo fatto per primi, mentre non lo hanno fatto gli altri enti che li hanno pure nel loro organico. Noi li abbiamo stabilizzati tutti e, così, continueranno a fare quel lavoro negli uffici che stavano facendo da anni. E poi l'università. Veramente un sogno che si è concretizzato. Abbiamo già pronti i locali del terzo anno quando, 250 studenti da tutta Italia, frequenteranno il corso di laurea di medicina e tecnologia digitale. E poi il teatro, cantieri e tante altre cose. Dobbiamo continuare a portare avanti questi cantieri e cercare di rendere la città ancora più bella di quello che è».

«La percentuale per adesso – rivela Voce – è intorno al 65%. Credo che difficilmente subirà cambiamenti visto che sono state scrutinate almeno 15.000 schede, cioè poco meno del 50%. Quindi il risultato è abbastanza netto. In Formula 1 si usa un termine: “doppiare”. Non è bello, però è il risultato e bisogna prenderne atto. Io ho sempre detto che i cittadini hanno un potere enorme. Quando il voto è libero, non si lasciano condizionare da balletti e da stupidaggini cui abbiamo assistito in questa campagna elettorale. I cittadini vedono le cose concrete che abbiamo fatto, come le abbiamo fatte e da dove soprattutto siamo partiti».

E sulla possibilità che le liste civiche a suo sostegno superino il 50%, Voce rilancia: «A oggi è già una certezza. Significa che quel civismo a cui io ho sempre fatto riferimento è stato riconosciuto dai cittadini. Ho sempre detto che la mia era una coalizione civica... Ciò non significa essere di sinistra o di destra, vuol dire, così come è stato nel 2020, che ho guardato alle persone e quindi nelle mie coalizioni continueranno a esserci consiglieri di destra e di sinistra. Questa volta la scelta e l'alleanza è ricaduta su una parte del centrodestra per un motivo semplice. Dopo la strage di Cutro il sindaco Voce è stato identificato come il nemico del Pd, il nemico dei 5 Stelle e sinceramente io non ne vedevo allora la ragione per cui la scelta, che non mi dispiace alla fine che il sottoscritto ha fatto, ha portato dei risultati concreti».

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