L'arte bianca
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CROTONE Allarme rosso in Fratelli d’Italia. Non c’è l’ufficialità, ma la notizia sta circolando velocemente e sembra sia già arrivata ai piani alti. Sembrerebbe che la coordinatrice cittadina di Fratelli d’Italia, Simona Ferraina, non abbia rinunciato a incontrare il sindaco di Crotone, Vincenzo Voce, per parlare della composizione della nuova giunta comunale.

Si racconta, infatti, di un incontro che ci sarebbe stato nel pomeriggio di ieri tra Voce e Ferraina. Un incontro successivo a quello che ha visto, sempre Voce, incontrare la il coordinatore provinciale del partito, Michele De Simone. Della delegazione doveva fare parte anche il consigliere comunale più votato, Saverio Flotta, che però ieri non era disponibile.

La decisione di puntare a indicare una delegazione composta da De Simone e Flotta era stata presa ieri mattina dai candidati nella lista di Fratelli d’Italia, riunitisi per decidere i passi da fare dopo il voto. Nel corso di questa riunione era stato chiesto a Ferraina di fare un passo indietro e rinunciare di partecipare al confronto con il sindaco sulla composizione della Giunta. Questa scelta era scaturita dalla necessità di evitare che la trattativa fosse portata avanti da soggetti che avevano dato la disponibilità per la nomina.

Essendo il nome di Ferraina tra quelli che hanno dato la disponibilità era stata avanzata la richiesta che non facesse parte della delegazione trattante, per una questione anche di opportunità. I candidati sulla base di questa indicazione di opportunità avevano deciso che la delegazione potesse essere formata da De Simone e Flotta che non compaiono nella lista dei papabili. Appena si è sparsa la notizia del presunto incontro tra Voce e Ferraina è scattato l’allarme rosso.

Un allarme rosso che, tenendo conto di quanto si racconta, riguarderebbe anche l’elezione del presidente del consiglio comunale. Fratelli d’Italia non c’entra. Si racconta che ci sarebbe stato un ritorno di fiamma di Mario Megna per la carica di presidente del Consiglio. Carica che sarebbe stata virtualmente assegnata ad Antonio Megna, titolare della lista “Progetto in Comune” che ha eletto tre consiglieri. Secondo questo racconto Mario Megna (Mario Megna) non avrebbe mai deciso di rinunciare alla postazione di presidente del Consiglio.

La rinuncia sarebbe scattata solo quando c’era la consapevolezza che Antonio Megna aveva già i numeri per essere eletto. Numeri che, a quanto si racconta, potrebbero vacillare dopo la posizione critica di Sebastiano Aloia. Se il voto di Aloia a favore di Antonio Megna è venuto meno e se si conteggia che anche Mario Megna insieme alla consigliera Romana Zangari (Crescere) potrebbe non votare Antonio la situazione si ingarbuglia e Mario che ha capacità contrattuali riconosciute potrebbe anche provare a disarcionare l’omonimo candidato alla carica di presidente.

Siamo solo all’inizio e Voce deve fare l’equilibrista per evitare di perdere pezzi. Il suo equilibrismo non è andato a buon fine alla Provincia dove il suo candidato, Vincenzo Familiari, non ha avuto la delega di vicepresidente. Uno schiaffo che brucia arrivato probabilmente da Sergio Ferrari che ha preferito accogliere la richiesta di Fratelli d’Italia con sirene più potenti.

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