Capo Colonna a secco da 20 giorni, denuncia del parroco: «È una vergogna»
«Non è un lusso ma un diritto». Don Bernardino dà voce all'esasperazione dei residenti per la crisi idrica sul promontorio. Inutili le promesse, si chiede una soluzione
CROTONE «Capocolonna è senza acqua da 20 giorni. È una vergogna». A scrivere questa frase sulla sua pagina Facebook è stato il parroco del santuario della Madonna di Capocolonna, don Bernardino Mongelluzzi, che ha voluto dare voce all'esasperazione della popolazione che vive sul promontorio di Crotone per la drammatica crisi idrica che ha colpito l'area.
La denuncia del parroco
Il prete denuncia una realtà inaccettabile per il 2026, dove ci sono cittadini e attività commerciali «costretti a vivere e lavorare senza acqua». Don Bernardino sottolinea con forza come «non si tratti di un guasto momentaneo di qualche ora o di un singolo giorno, ma di un problema che va avanti da oltre 20 giorni». Un disservizio che, tuona il rettore del santuario mariano, prosegue senza che «nessuno senta il dovere di dare risposte serie e immediate».
Disagi per famiglie e attività
Il sacerdote ricorda che a Capocolonna «ci sono famiglie, lavoratori, attività commerciali che devono continuare a lavorare. Ci sono persone che da 20 giorni devono organizzare la propria vita intorno alla mancanza d'acqua». Una condizione descritta da don Bernardino come «semplicemente inaccettabile», di fronte alla quale «non ci interessano più le promesse. Non ci interessano più i rinvii. Non ci interessano più le giustificazioni. Vogliamo l'acqua, vogliamo che il problema venga risolto».
Un diritto essenziale
La chiosa finale di don Bernardino è un monito che richiama tutti al senso di civiltà: l'impiego dell'autobotte va considerato «una eccezionalità e non una normalità», perché, conclude il parroco, «l'acqua non è un lusso, è un diritto e un servizio essenziale».



