L'arte bianca
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CROTONE Nel solo mese di agosto, almeno in dieci turni, si è dovuto procedere alla chiusura della postazione del 118 nella provincia di Crotone.

CALABRIA VERDE ANTINCENDIO 2026
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 Le criticità maggiormente rilevate riguardavano l’assenza totale dell’infermiere, nonostante la prima richiesta di procedere a nuove assunzioni per potenziare la presenza fosse già stata depositata alla direzione strategica dell’Azienda sanitaria provinciale di Crotone a partire dal mese di febbraio scorso e fosse stata più volte reiterata. Una richiesta tra sordi. 

Le postazioni sono state chiuse perché l’infermiere non c’era e mancano le ambulanze. Queste criticità hanno riguardato le postazioni di Crotone (sud e Nord), Isola Capo Rizzuto e Cirò Marina.

La carenza di personale infermieristico

Per quanto riguarda le postazioni del 118, quindi, il problema non è più la mancanza del medico. Ora mancano anche gli infermieri e le postazioni di pronto intervento vanno in tilt e, come succedeva una volta per i flipper: «Si spengono». C’è poco da stare allegri anche se siamo nei mesi delle ferie, quando la gente è più propensa a divertirsi. 

Le richieste di procedere a nuove assunzioni sono rimaste lettera morta sino a ieri. L’Asp, con grandissima sorpresa, ieri ha proceduto ad assumere quattro nuovi infermieri

Peccato che non sia avvenuto quando le richieste di intervento erano molto più numerose per l’aumento della popolazione dovuta agli arrivi dei vacanzieri.

Lo stress del personale e il nodo delle ambulanze

Meglio tardi che mai, anche se il personale del 118 per mesi è stato sottoposto ad uno stress impossibile. Chi lavora nelle attuali condizioni rischia la vita per lo stress che accumula. Oltre agli infermieri e ai medici mancano anche le ambulanze

Non si capisce per quale motivo le ambulanze di tutta la Calabria facciano riferimento ad un’unica officina che è ubicata a Cosenza, cioè Ema Srl. Una sola officina che, secondo quanto è dato apprendere, non riuscirebbe a dare risposta alle 70 postazioni di 118 dell’intera regione.

Il ruolo e il sovraccarico delle ambulanze Victor

I tempi di intervento, così, rischiano di diventare biblici, le postazioni del 118 si fermano e si deve fare riferimento alle Victor, ambulanze del volontariato (Croce rossa, Croce verde, Calabria soccorso e altro). 

Funziona così: la postazione di Cosenza che gestisce tutto il sistema regionale (sino a quando non entrerà in vigore Azienda zero), non trovando la disponibilità di ambulanze del 118 (magari ferme in officina a Cosenza), attiva una Victor e in questo modo elimina un mezzo dal territorio che era stato concepito per fare interventi meno impegnativi. In questo modo, però, il pronto intervento sul territorio subisce un danno importante. 

Giusto per fare un esempio, oggi le postazioni di Crotone nord e sud non hanno ambulanze e in caso di chiamata vengono attivate due Victor (Cirò Marina e Crotone).

Le criticità contrattuali della manutenzione

Il problema, quindi, potrebbe essere l’officina che non garantisce interventi di ripristino delle ambulanze in tempi certi. Non è solo un problema di Crotone, ma dell’intera Calabria. Proprio per questo non si comprendono le ragioni del silenzio che cala intorno a una questione fondamentale per la sopravvivenza di molti cittadini. 

Il tipo di contratto firmato con Ema Srl avrebbe dovuto prevedere che la messa in carica da parte dell’officina di un’ambulanza che presenta criticità dovesse avvenire subito e, a quanto pare, non sarebbe così. 

C’è da aggiungere che in cambio dell’ambulanza che entra in officina dovrebbe essercene una sostitutiva e nemmeno questo sembra che avvenga, perché le sostitutive che ha nella disponibilità l’officina sarebbero solo due per le 70 postazioni calabresi.

Un sistema a rischio crollo

Le segnalazioni sulle carenze ci sarebbero state, ma senza alcun risultato concreto. È anche capitato che le manutenzioni ai mezzi siano durate mesi e le ambulanze acquistate anche di recente presenterebbero problemi di elettronica per cui necessitano di continui interventi. 

A pagare il prezzo più salato sono i cittadini-utenti e il personale del 118 che si spacca la schiena tutti i giorni per salvare vite umane. Il sistema viene mantenuto in piedi dalle Victor che, prima o poi, crolleranno perché tra non molto le attuali ambulanze, in uso alle postazioni del 118 calabrese, diventeranno vecchie e dovranno essere sostituite.

Le Victor da sole non possono reggere tutto il sistema. Chi fa le scelte è bene che sappia che si gioca con la vita dei cittadini.


 

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