L'arte bianca
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affidato
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Crotone. Una richiesta di aiuto, pochi istanti per comprendere la gravità della situazione e la preparazione necessaria per intervenire. È quanto accaduto il 12 agosto 2026 su una spiaggia di Crotone, dove Massimo Cosco, 27 anni, assistente bagnanti del Fruit Hotel Casarossa, è intervenuto in soccorso di un uomo colto da un grave malore, contribuendo a salvarne la vita.
Richiamato da alcuni bagnanti, Cosco ha portato l’uomo fuori dall’acqua e, constatata l’assenza di polso, ha iniziato le compressioni toraciche, coordinando nel frattempo le persone presenti per l’attivazione dei soccorsi e il reperimento di un defibrillatore. L’uomo ha successivamente ripreso a respirare ed è stato affidato al personale sanitario.
Il 25 agosto il sindaco di Crotone Vincenzo Voce ha ricevuto il giovane nella Casa comunale per manifestargli la riconoscenza dell’Amministrazione e della comunità. All’incontro erano presenti anche l’assessore allo Sport Luca Bossi e i familiari di Cosco.
Sulla vicenda interviene Romano Pesavento, presidente del Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani, che sottolinea il valore dell’intervento e la sensibilità istituzionale dimostrata dal sindaco. La scelta di dare pubblico riconoscimento a un comportamento fondato sulla preparazione e sulla responsabilità assume, infatti, un significato che può estendersi anche al mondo della scuola.

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«Il gesto del sindaco Vincenzo Voce – osserva Pesavento – non rappresenta soltanto il ringraziamento della città a un giovane che ha contribuito a salvare una vita. Un’istituzione che riconosce pubblicamente comportamenti di questo valore svolge anche una funzione educativa, perché indica soprattutto alle nuove generazioni esempi concreti di cittadinanza responsabile. Scuola e territorio possono incontrarsi proprio nella capacità di trasformare esperienze reali in occasioni di crescita civile».
Massimo Cosco svolge da dieci anni l’attività di assistente bagnanti ed è tesserato con la Federazione Italiana Salvamento Acquatico. La formazione continua e gli aggiornamenti BLSD costituiscono un elemento centrale della vicenda: davanti a un’emergenza improvvisa, le competenze acquisite gli hanno consentito di intervenire con tempestività e lucidità.
Per Pesavento è proprio questo aspetto a rendere quanto accaduto particolarmente significativo per la scuola. Educare ai diritti umani non significa limitarsi alla conoscenza di principi e norme, ma aiutare gli studenti a comprendere che la tutela della vita, della salute e della dignità della persona trova espressione anche nei comportamenti individuali e nella capacità di assumere responsabilità verso gli altri.
La cultura del primo soccorso rientra pienamente in questa prospettiva. La normativa scolastica italiana riconosce già l’importanza della formazione degli studenti sulle tecniche di primo soccorso. Rafforzare percorsi qualificati e adeguati alle diverse età può contribuire a rendere i giovani più consapevoli di come riconoscere una situazione critica, attivare correttamente i soccorsi e comprendere il valore delle principali pratiche salvavita, senza attribuire loro responsabilità proprie dei professionisti sanitari.
«La vicenda di Massimo Cosco dimostra che la formazione può diventare, in un momento imprevedibile, uno strumento concreto a tutela della vita. È un messaggio importante per i nostri studenti: ciò che si apprende non rimane necessariamente confinato in un’aula o in un corso, ma può trasformarsi in capacità di agire responsabilmente quando un’altra persona ha bisogno di aiuto», afferma Pesavento.
Quanto avvenuto a Crotone può quindi offrire un’occasione per rafforzare il rapporto tra scuola e territorio sui temi della prevenzione, del primo soccorso e della responsabilità civile. L’esperienza di Cosco mostra il valore della preparazione; il riconoscimento del sindaco Voce restituisce a quel comportamento una dimensione pubblica che può parlare anche alle giovani generazioni.
«La responsabilità verso gli altri si costruisce attraverso l’educazione e la preparazione. A Massimo Cosco va il nostro apprezzamento per la competenza e la prontezza dimostrate; al sindaco Vincenzo Voce il plauso per aver riconosciuto un comportamento che può diventare patrimonio educativo della comunità. È anche attraverso esempi concreti come questo che la scuola può avvicinare i giovani al significato più autentico della cittadinanza», conclude Romano Pesavento.

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