«Misoginia anziché risposte politiche»: le democratiche difendono Caiazza
La Conferenza delle donne dem interviene in difesa dell'esponente in consiglio comunale a Crotone dopo la replica dei consiglieri Familiari e Flotta di Futuro nazionale
CROTONE Accuse dirette di «misoginia» in assenza di «risposte politiche» sui nodi dell'azione amministrativa: sono le rimostranze sollevate dalla Conferenza delle democratiche della Provincia di Crotone e della Calabria all'indirizzo di Futuro nazionale che avrebbo leso l'autonomia e la competenza femminile nelle istituzioni. Atteggiamenti che «fanno paura».
Al centro dello scontro c'è la replica diffusa dai consiglieri di maggioranza Vincenzo Familiari e Saverio Flotta, novelli esponenti del movimento di destra riconducibile al generale Roberto Vannacci, che, a detta delle donne dem, anziché argomentare nel merito delle osservazioni mosse dal Partito democratico alla giunta guidata dal sindaco Voce, avrebbero scelto di bersagliare sul piano personale la sola figura di Annagiulia Caiazza.
Il focus sull'unica donna firmataria
Nel mirino dell'organizzazione femminile dem c'è la gestione della dialettica politica e il trattamento riservato all'unica donna firmataria del documento di critica all'esecutivo cittadino. «Prendiamo atto con profondo rammarico, ma anche con ferma indignazione, della nota di replica diffusa dai consiglieri di maggioranza Familiari e Flotta e delle successive dichiarazioni rilasciate a mezzo stampa», si legge nell'incipit della nota congiunta.
L'attacco personale e la delegittimazione
Secondo la struttura delle democratiche, la discussione istituzionale avrebbe smarrito il confronto sui temi comunitari per scivolare in un attacco mirato. «Di fronte a una legittima, circumstantial e formale presa di posizione del Gruppo Consiliare del Partito Democratico – firmata congiuntamente da tre consiglieri comunali – la reazione dei due consiglieri di maggioranza si è concentrata ossessivamente e quasi esclusivamente sulla figura di Annagiulia Caiazza», sottolinea il testo.
Lo schema culturale denunciato
Nel documento viene analizzato il meccanismo verbale utilizzato dai rappresentanti di maggioranza, rintracciandovi i tratti di un preconcetto culturale ancora presente nella vita pubblica. «È un modus operandi che conosciamo bene e che risponde a uno schema tipicamente maschilista e misogino: quando una donna fa politica con rigore, autonomia e competenza, non le si risponde sui contenuti, ma la si attacca sul piano personale, delegittimandone il ruolo, giudicandone la storia e arrivando persino ad allusioni sulle vicende personali e familiari», denuncia l'organizzazione.
Il cortocircuito istituzionale
Il coordinamento parla apertamente di un cortocircuito istituzionale articolato su tre versanti specifici: il rifiuto del dibattito d'indirizzo sui temi dello sviluppo urbano, la personalizzazione dello scontro e l'applicazione di una disparità di trattamento. «Si ignora il merito politico: il Gruppo del Pd ha sollevato questioni sostanziali sul trasformismo, sullo spostamento a destra dell’Amministrazione Voce e sulla necessità di trasparenza verso i cittadini di Crotone. A questo si doveva rispondere», evidenziano le esponenti del partito. E proseguono: «Si personalizza lo scontro: anziché argomentare nel merito delle scelte di governo, si è preferito mettere al bersaglio un’esponente politica donna, nell’illusione di isolarla e sminuirne la statura politica», rilevando inoltre un comportamento differenziato. «Si attua una doppia morale: risulta emblematico come, all’interno di un documento siglato da più consiglieri, il focus dell’aggressività verbale e del risentimento sia stato indirizzato in modo mirato contro l'unica donna firmataria del testo».
L'autonomia femminile che spaventa
Dall'episodio emerge, secondo la Conferenza, una manifesta insofferenza verso un apporto femminile rigoroso e slegato da logiche di subordinazione. «Traspare con estrema chiarezza un dato: le donne che studiano, che conoscono la macchina amministrativa, che sanno fare politica e che non chiedono il permesso per parlare, fanno paura. Fa paura l'autonomia di pensiero di una donna che non si piega alle logiche del trasformismo e dei cambi di casacca».
La solidarietà a Caiazza e il richiamo alle istituzioni
Nel confermare il pieno sostegno all'esponente dem, le firmatarie richiamano l'intero quadro politico locale al rispetto delle regole democratiche e della dignità personale. «La Conferenza delle democratiche esprime totale e incondizionata solidarietà ad Annagiulia Caiazza. Invitiamo i consiglieri e le forze che sostengono il Sindaco Voce a ritrovare il rispetto per le istituzioni, per il confronto democratico e, soprattutto, per le persone. La politica crotonese non ha bisogno di attacchi ad personam né di retorica misogina, ma di risposte chiare sui destini della città».
L'affondo finale sulle posizioni politiche
La presa di posizione si chiude con un richiamo diretto ai consiglieri Familiari e Flotta in merito alla coerenza delle rispettive scelte e al rapporto con la propria base elettorale. «Infine, ribadiamo ai consiglieri di maggioranza Familiari e Flotta che, invece di attaccare chi per tradizione familiare e per coerenza personale è sempre stata dalla stessa parte, dovrebbero chiedere scusa a quelle centinaia di loro sostenitori ed elettori che oggi prendono le distanze dal pensiero del generale Vannacci».



