Crisi idrica a Crotone: la minoranza attacca e chiede dimissioni
I gruppi di opposizione fanno fronte comune contro il sindaco Voce e i vertici di Sorical e Arrical: «Basta con le promesse, servono fatti e un cronoprogramma»
CROTONE L'ennesima crisi idrica che sta mettendo in ginocchio la città di Crotone in piena stagione estiva scatena la dura reazione delle forze di opposizione. Con tre diversi comunicati stampa, i gruppi consiliari di minoranza abbandonano i toni felpati e sferrano un attacco frontale sia all'Amministrazione comunale guidata dal sindaco Vincenzo Voce, sia ai vertici regionali della gestione delle reti, definendo la situazione attuale non più come un episodio occasionale, ma come una vera e propria emergenza permanente, sociale ed economica.
Partito democratico: «Sei anni di annunci, ora serve un cronoprogramma pubblico»
Il gruppo consiliare del Partito democratico, rappresentato dai consiglieri Andrea Devona, Annagiulia Caiazza e Mario Galea, mette nel mirino i sei anni di gestione della giunta comunale. Pur riconoscendo la complexesità del sistema e il coinvolgimento di più enti, il pd sottolinea come chi amministra da così tanto tempo debba assumersi la piena responsabilità politica delle scelte. I dem ricordano in particolare gli annunciati e poi sfumati interventi sui serbatoi di San Giorgio e chiedono con forza all'Amministrazione comunale di presentare un cronoprogramma pubblico e trasparente delle opere di ammodernamento della rete. Il gruppo esige inoltre un tavolo di confronto costante con tutti gli enti competenti e l'attivazione di immediati strumenti di tutela e indennizzo economico per i cittadini e le attività commerciali, costretti a pagare bollette salate a fronte di un servizio gravemente intermittente.
M5s e «Per la Nostra Crotone»: «I cittadini non bevono i verbali. Dimissioni per Arrical, Sorical e Consorzio»
I toni si fanno ancora più duri nel comunicato congiunto espresso dai gruppi Per la nostra Crotone (Giuseppe Trocino, Alfonso Gaetano, Massimo Criscuolo e Mario Venneri) e Movimento cinque stelle (Alessia Romano). Di fronte al recente cedimento della condotta principale, le due forze politiche parlano di un fallimento certificato e rifiutano fermamente la logica dello scaricabarile e la narrazione rassicurante dei tavoli tecnici istituzionali. La loro controffensiva si articola su due richieste nette: da un lato pretendono le dimissioni immediate dei vertici di Arrical, Sorical e del Consorzio di Bonifica, accusati di una gestione inadeguata nonostante le ingenti risorse europee del Pnrr a disposizione per il potenziamento delle reti; dall'altro annunciano l'attivazione dell'articolo 44 bis del regolamento comunale per convocare un Consiglio comunale Aperto, permettendo così alla popolazione, alle associazioni e alle categorie produttive di intervenire e pretendere risposte senza il filtro dei social network.
Città Futura: «Disservizi inaccettabili, attivata la pressione a livello regionale»
A fare eco al malcontento generale è anche il gruppo Crotone città futura, composto dai consiglieri Giuseppe Fiorino, Pamela Guidoni e Telemaco Pantaleone Pedace. Il gruppo esprime una forte preoccupazione per i gravissimi danni subiti dal tessuto economico locale, in particolare da bar, ristoranti e strutture ricettive, privati di un bene essenziale nel momento di massimo lavoro dell'anno. Per questo motivo, i consiglieri di Città Futura fanno sapere di essersi già attivati attraverso i propri rappresentanti a livello regionale per esercitare una forte pressione direttamente sui vertici di Sorical. l'obiettivo è quello di sollecitare interventi urgenti per il ripristino immediato del servizio e, contemporaneamente, pretendere una programmazione seria a medio termine che metta in campo soluzioni strutturali capaci di superare una precarietà ormai definita del tutto intollerabile.
Il fronte comune
Pur muovendosi da prospettive diverse – chi sollecitando una pianificazione comunale più trasparente, chi pretendendo l'azzeramento dei vertici tecnici e chi spostando l'asse della pressione sui tavoli catanzaresi – la minoranza di Crotone invia un messaggio unico e compatto. Il tempo delle foto di rito e delle giustificazioni è ufficialmente scaduto e la città esige l'acqua, un diritto fondamentale che non può più essere subordinato a scadenze burocratiche o a continui guasti della rete.



