L'arte bianca
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affidato
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Crotone. È un appello alle istituzioni affinché il sistema scolastico si adegui ai cambiamenti climatici quello lanciato dalla CISL Scuola di Crotone attraverso un documento firmato dalla segretaria territoriale Caterina Brasacchio e dal professor Romano Pesavento, presidente del Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani (CNDDU).
Al centro della riflessione c'è la necessità di ripensare il calendario scolastico della scuola dell'infanzia, che in Calabria prevede la conclusione delle attività educative il 30 giugno, oltre venti giorni dopo la fine delle lezioni della scuola primaria e della secondaria. Una differenza che in passato trovava una sua giustificazione nelle peculiarità educative della scuola dell'infanzia, ma che oggi, sostengono i firmatari, appare sempre meno compatibile con le condizioni climatiche che caratterizzano il territorio crotonese.
Negli ultimi anni la seconda metà di giugno è stata segnata da temperature che hanno frequentemente superato i 35 gradi. In molte scuole dell'infanzia della provincia, però, gli edifici non dispongono di impianti di climatizzazione né di adeguati sistemi per mitigare il caldo. Una situazione che rende particolarmente delicata la permanenza in aula dei bambini più piccoli, fisiologicamente più esposti agli effetti delle alte temperature, ma che coinvolge anche insegnanti e personale ATA, chiamati a svolgere un'attività educativa e di vigilanza in ambienti che spesso non garantiscono condizioni microclimatiche adeguate.
Per Brasacchio e Pesavento il tema va ben oltre il semplice comfort degli ambienti scolastici. In gioco ci sono il diritto dei bambini a vivere un'esperienza educativa di qualità, quello dei lavoratori a operare in condizioni di sicurezza e il dovere delle istituzioni di organizzare i servizi pubblici secondo criteri di efficacia, prevenzione e ragionevolezza.
Nel documento viene ribadito anche il ruolo fondamentale della scuola dell'infanzia, definita il primo segmento del sistema nazionale di istruzione e non un semplice servizio di assistenza. È proprio in questa fase, ricordano i firmatari, che si costruiscono identità, autonomia, competenze e capacità relazionali, elementi decisivi per il futuro percorso scolastico di ogni bambino.
La richiesta della CISL Scuola trova fondamento anche nei principi sanciti dalla Costituzione. Vengono richiamati il diritto alla salute, garantito dall'articolo 32, il diritto all'istruzione previsto dall'articolo 34 e il principio del buon andamento della Pubblica amministrazione sancito dall'articolo 97. A questi si aggiungono gli obblighi previsti dal Decreto Legislativo 81 del 2008, che impone ai datori di lavoro pubblici di valutare tutti i rischi presenti negli ambienti di lavoro, compresi quelli derivanti dallo stress termico.
Secondo la CISL Scuola esiste inoltre una evidente disparità: mentre gli alunni della primaria e della secondaria terminano il proprio percorso didattico prima del periodo statisticamente più esposto alle ondate di calore, bambini, docenti e personale della scuola dell'infanzia restano nelle aule per altre tre settimane, spesso in edifici non adeguatamente attrezzati.
Da qui la proposta di aprire un confronto istituzionale. La CISL Scuola di Crotone chiede infatti al dirigente dell'Ambito Territoriale di promuovere un tavolo con l'Ufficio scolastico regionale, la Regione Calabria, i Comuni della provincia, l'Azienda sanitaria provinciale, i dirigenti scolastici e le organizzazioni sindacali per elaborare una proposta condivisa di modifica del calendario scolastico 2026-2027.
Parallelamente, il sindacato sollecita tutte le istituzioni scolastiche ad aggiornare il Documento di valutazione dei rischi inserendo una specifica analisi dello stress termico e individuando le misure preventive necessarie a tutelare lavoratori e utenti.
L'obiettivo finale è quello di uniformare la data di conclusione delle lezioni per tutti gli ordini di scuola, senza alterare il monte ore annuale previsto dalla normativa. Una scelta che, secondo Brasacchio e Pesavento, renderebbe il sistema più equo, favorirebbe una migliore conciliazione tra tempi di vita e di lavoro delle famiglie e consentirebbe di affrontare con maggiore efficacia gli effetti sempre più evidenti del cambiamento climatico.
«Adeguare l'organizzazione del servizio educativo – concludono i due firmatari – non significa ridurne la qualità, ma rendere effettivi i principi costituzionali della tutela della salute, del diritto all'istruzione e della dignità del lavoro, garantendo ai bambini della provincia di Crotone ambienti scolastici sicuri e adeguati alle sfide del nostro tempo».
 

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