Acqua a Crotone, miracolo col "cerotto": riparazione provvisoria e dubbi
Riparazione lampo sulla condotta per placare la rivolta dei cittadini. Ma la crisi è tutt'altro che superata: al Sud si vive di scommesse, mentre al Nord si programma
CROTONE «Coup de theatre»: l’acqua torna, ma l’emergenza potrebbe non essere finita. In un messaggio Whatsapp inviato ai giornalisti dal Comune di Crotone si legge che «dopo solo due giorni di interruzione del servizio, il Consorzio ha concluso l’intervento di riparazione» e che «in considerazione delle elevate temperature e delle richieste di limitare i tempi di esecuzione dell’intervento, è stata effettuata una riparazione tampone dello squarcio emerso sulla condotta adduttrice che si spera possa consentire il superamento dei prossimi mesi estivi».

La protesta dei cittadini e i precedenti
Non si può gioire perché l’emergenza potrebbe ritornare come prima o più di prima considerato che si è trattato di un intervento fatto il più veloce possibile, perché c’è stata la legittima rivolta dei cittadini che non vogliono sentire ragioni. Non è la prima volta, infatti, che nella casa dei crotonesi manca l’acqua in momenti particolarmente delicati (feste ricordate o caldo torrido).

Il guasto: fatalità o sabotaggio?
Sino ad oggi la crisi si è avuta sia d’estate che d’inverno. Questa volta si è «rotto» un tubo d’acciaio della condotta principale che porta l’acqua al potabilizzatore cittadino. Forse un fatto accidentale e riconducibile al destino cinico e baro? I bene informati dicono di sì, anche se restano i dubbi sull'intervento di una “manina” anonima. Qualche voce in tal senso è circolata, ma non ha trovato conferma.

I ritardi nei lavori di manutenzione
Ci sarebbe stata la torsione del tubo in un punto e un fiume d’acqua ha inondato i terreni circostanti e la carreggiata che si collega con la strada provinciale sotto il ponte Neto. Anche questa è stata riparata provvisoriamente grazie agli operai del consorzio che hanno ricevuto l'aiuto di una ditta privata. «Nei prossimi giorni - assicura il consorzio - verrano ultimate le lavorazioni e l’arteria verrà resa fruibile alla viabilità». La questione è che l’intervento poteva e doveva essere fatto prima che arrivasse il grande caldo. Prima che i disagi dei cittadini arrivassero alle stelle.

L'impatto sociale sulle fasce deboli
Disagi che hanno, come sempre succede in questi casi, avuto un peso specifico maggiore sulla fascia di popolazione più debole e povera. Chi non può permettersi un serbatoio di accumulo ha toccato il dramma con le dita. Ci sono famiglie con anziani malati e con bambini che hanno dovuto fare i salti mortali. Sarebbe arrivato il momento che le amministrazioni locali, insieme agli enti che gestiscono il sistema idrico e quindi, una montagna di euro, che iniziassero a programmare seriamente progetti per ridurre i rischi dell’emergenza.

Il confronto con il Nord e la mancanza di visione
Ci sono realtà italiane che hanno da tempo risolto i problemi. Chi scrive è stato emigrato in provincia di Como per svolgere l'incarico di professore dal 1975 al 1983 e l’acqua non è mai mancata. Vuol dire che a quelle latitudini esiste la programmazione, perché da noi si continua ad operare sempre in emergenza e a colpi di scena?




