Dc, Antonio Venneri nomintato a capo del dipartimento nazionale Lavoro
Il nuovo incarico conferito dal coordinatore Scilipoti Isgrò premia il percorso politico e sindacale costruito dal dirigente crotonese in Calabria
CROTONE La Democrazia Cristiana affida ad Antonio Venneri la guida del dipartimento nazionale «Lavoro e rapporti con i sindacati». La nomina, formalizzata dal coordinatore nazionale dei dipartimenti Domenico Scilipoti Isgrò, rappresenta il coronamento di un lungo percorso di impegno sul territorio calabrese.
Già segretario provinciale della Cisl di Crotone, Venneri ha maturato una profonda conoscenza delle dinamiche lavorative ed economiche regionali. La sua traiettoria all'interno del partito si è consolidata prima con l'elezione alla segreteria provinciale di Crotone e successivamente con l'investitura a commissario regionale della Dc in Calabria. In quel ruolo ha promosso una visione orientata allo sviluppo policentrico e alla valorizzazione delle specificità territoriali.
La nuova sfida al vertice del dipartimento
Con l'assunzione della responsabilità del dipartimento «Lavoro e rapporti con i sindacati», Venneri è chiamato a trasferire su scala nazionale l'esperienza maturata sul campo. Il vertice del partito ha già delineato le prime direttive operative per la nuova struttura. Tra i compiti prioritari figura la costruzione di una rete capillare attraverso l'individuazione di un responsabile di settore in ogni Regione. Questa squadra sarà incaricata di promuovere iniziative, incontri e convegni sui temi più urgenti del mondo del lavoro.
Sinergia tra territorio e vertici nazionali
L'incarico punta a riaffermare la centralità delle tematiche occupazionali nell'agenda politica della Democrazia cristiana. Dal quartier generale di Viale Parioli a Roma, il coordinamento nazionale ha confermato il pieno supporto della struttura centrale per la diffusione delle attività del dipartimento. Per Venneri si apre dunque una fase di intenso lavoro volta a ricucire il dialogo tra rappresentanze sindacali, lavoratori e istituzioni, partendo dalla solida base di radicamento e ascolto già sperimentata in terra calabrese.


