L'arte bianca
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affidato
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CIRÒ MARINA I cinque anni di consiliatura del sindaco di Cirò Marina, Maria Grazia Panebianco, solo per le spese di staff, costeranno circa 250.000 euro: 50.000 euro all’anno. Ovviamente i soldi pubblici utilizzati per gli incarichi appartengono ai cittadini. Il paragone con la “bestia”, la maxistruttura messa in piedi dal ministro Matteo Salvini può sembrare ingeneroso, ma è calzante se si adottano le dovute proporzioni con un Comune di appena 14mila abitanti.

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Le critiche dell'opposizione sui costi dello staff

A sollevare il problema del costo elevato degli staff è "Radici e futuro", una delle liste avversarie che ha partecipato alla competizione elettorale che ha visto poi primeggiare il sindaco Panebianco. Secondo quanto riferiscono i rappresentanti dell’opposizione sono due i soggetti che beneficieranno del lauto compenso: Andrea Aprigliano e Francesco Affatato, nominati ai sensi dell'articolo 90 del Tuel.

La nomina è stata conferita con un decreto del sindaco e prevede «un rapporto di lavoro part-time al 50%». Ai due saranno corrisposti 1.000 euro al mese ciascuno a cui probabilmente si aggiungono «gli oneri a carico dell'ente». In cinque anni saranno spesi 250.000 euro complessivi che, appunto, appartengono ai cittadini di Cirò Marina.

Opportunità politica e impatto sulle casse comunali

Non c’è dubbio che l’operazione è legale, ma lascia qualche perplessità se si pensa alla situazione economica in cui versano molti cittadini di Cirò Marina. La somma di 250.000 euro non rappresenta bricioline e forse i politici quando danno incarichi di staff o altri incarichi dovrebbe valutare anche lo stato di bisogno in cui versa la popolazione. Questo vale non solo per Cirò Marina.

Spesso succede che gli incarichi vengono dati per pagare cambiali elettorali. Radici e futuro scrivono che «una scelta può essere perfettamente consentita dalla legge e, nello stesso tempo, essere politicamente discutibile sotto il profilo dell'opportunità, delle priorità e dell'utilizzo delle risorse pubbliche. La Sindaca ha scelto di ampliare per quasi cinque anni la propria struttura fiduciaria di supporto, sostenendo una spesa significativa. È una precisa scelta politica e, come tutte le scelte che impegnano denaro pubblico, deve trovare una corrispondenza concreta nell'utilità che sarà capace di produrre per l'ente e per la città».

I profili di Aprigliano e Affatato

Entrando nel merito dei due nominati, Radici e futuro sottolinea che «Aprigliano non è una figura nuova nella vita amministrativa di Cirò Marina. Ha ricoperto importanti incarichi nella precedente Amministrazione Ferrari, tra cui quello di assessore con delega al Bilancio e al Patrimonio, arrivando successivamente a svolgere le funzioni di Sindaco F.F. Proprio in tale veste, con nota prot. n. 9047 del 18 marzo 2026, in risposta ad un'interrogazione della minoranza, riconosceva la presenza di "criticità" nella situazione finanziaria dell'Ente e richiamava, tra gli interventi necessari, anche la "razionalizzazione" della spesa». Una cosa sono le enunciazioni di principio, un’altra cosa sono le scelte che portano soldi alla propria famiglia. Aprigliano è, quindi, un «uomo politico di peso» a Cirò Marina e la sua scelta «attribuisce inevitabilmente all'incarico un peso politico ben superiore a quello di una ordinaria collaborazione. E produce anche un effetto sull'assetto attuale».

«Sul piano politico - scrivono - la presenza dell'ex assessore al Bilancio nello staff diretto della Sindaca non è neutra e finisce inevitabilmente per incidere sulla percezione del ruolo e dell'autonomia politica dell'attuale titolare della delega». Una scelta fatta consapevolmente per mettere i paletti al nuovo assessore al Bilancio? Non è diverso il ragionamento che viene fatto su Affatato che «proviene dalla precedente esperienza politica e istituzionale, avendo ricoperto il ruolo di consigliere comunale di maggioranza con precise deleghe». La politica non produce solo staff, ma anche assessori, consiglieri comunali e incarichi di vario genere. I costi diventano sempre più salati e a pagare è sempre “pantalone" e questo non succede solo nei Comuni.

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