Sanità, Confial: «No alle divisioni tra sindacati sul futuro del 118»
Appello del segretario provinciale del sindacato a Crotone: «Alcune organizzazioni sindacali impegnate a fare da “prima donna” mentre 1.200 lavotari chiedono certezze»
CROTONE «Basta divisioni, serve responsabilità sul futuro del 118». È l'appello lanciato da Fabio Tomaino
segretario provinciale di Confial a Crotone alle altre sigle di categoria.
«Mentre alcune organizzazioni sindacali – stigmatizza Tomaino – sono impegnate a contendersi il ruolo di “prima donna”, fuori da questi giochi c’è una realtà che non può essere ignorata: oltre 1.200 lavoratori e un intero sistema di emergenza-urgenza che chiedono certezze, non teatrini».
«I lavoratori, ma soprattutto i cittadini calabresi – avverte il dirigente di Confial –, non si aspettano guerre di posizionamento. Si aspettano messaggi chiari di unità istituzionale e sociale. Si aspettano serietà. Perché ogni divisione, ogni tavolo parziale, ogni scelta fatta senza un fronte compatto apre inevitabilmente la strada a decisioni unilaterali, calate dall’alto, dove il peso della rappresentanza si indebolisce e con esso la tutela dei lavoratori. E questo è esattamente ciò che sta accadendo».
«Su una materia così delicata – accusa Tomaino – non si può improvvisare. Non si può procedere a strappi. Non si può pensare di gestire il futuro del 118 senza una visione condivisa. Il metodo esiste, ed è stato già dimostrato. Lo abbiamo visto lo scorso 13 marzo, nell’incontro con il direttore generale dell’Azienda “Pitone”, dove, nella piena logica del pluralismo sindacale, si è riusciti a mettere insieme idee, proposte e sensibilità diverse dentro un confronto vero, serio e costruttivo».
«Quella è la strada – auspica Tomaino –. Non l’esclusione. Non le fughe in avanti. Non i ripensamenti a posteriori. Per queste ragioni rivolgiamo un appello forte al presidente della Regione Calabria, affinché, con autorevolezza e responsabilità istituzionale, riporti la discussione a quel metodo: soluzioni partecipate, tutti insieme, senza esclusioni, dentro un ragionamento capace di affrontare con competenza e responsabilità una questione che riguarda il lavoro, i diritti e il futuro della sanità calabrese».
«Serve unità – sollecita Confial –. Serve rispetto dei ruoli. Serve una visione condivisa. Perché mentre qualcuno litiga per il palco, c’è un territorio intero che aspetta risposte. E quelle risposte non possono più attendere», conclude la nota.

