Ospedale Crotone, impianto osmosi in tilt: dializzati in cura al 60%
Da oltre tre settimane la macchina salvavita dell'ospedale funziona a mezzo servizio. I pazienti protestano per i ritardi e chiedono risposte ai dirigenti
CROTONE Il racconto che la sanità calabrese funziona benissimo fa a pugni con quello che sta succedendo all'ospedale di Crotone nel reparto dialisi. Secondo il racconto che fanno Roberto Costanzo, dell'associazione dializzati Sintred, e Gigino Gregoraci, ex operaio Pertusola sud portatore di una lunga esperienza di lotta, prima nella fabbrica e poi insieme ai dializzati, le cose non vanno per niente bene.
Protesta nel reparto dialisi
I malati contestano il fatto che da 22 giorni l'impianto osmosi non funziona come dovrebbe. L'impianto osmosi è una macchina salvavita per coloro che fanno dialisi. Senza questa macchina la vita dei malati è a rischio. Non funziona perché non garantisce il ciclo completo dell'intervento. I malati sono sottoposti a dialisi, ma l'intervento attualmente copre tra il 60 e il 65% della cura.
Disservizi e mancata manutenzione
Questo succederebbe da quando il servizio lo gestisce una nuova ditta. La macchina ha qualche elemento mal funzionante che dovrebbe essere sostituito, ma l'intervento di ripristino e sostituzione del pezzo difettoso, a distanza di 22 giorni della sua entrata in tilt, non è stato fatto. Questo raccontano i malati che sono scesi sul piede di guerra, come hanno fatto tante volte quando c'era da difendere i propri diritti.
Il confronto con il primario
Questa mattina hanno pure incontrato il primario del reparto, Giuseppe Coppolino, che ha spiegato loro di non avere responsabilità sulle questioni tecniche ma esclusivamente sugli aspetti sanitari. Le responsabilità sulle questioni tecniche sono in capo ad altri che, sempre secondo il racconto dei malati, si rifiutano persino di incontrarli per rispondere alle loro legittime domande.
Il diritto all'informazione e alla cura
Forse si perde di vista che l'ospedale deve garantire il servizio essendo una struttura pubblica ed è anche legittimo il diritto del malato di essere messo a conoscenza delle disfunzioni e delle possibili cause. I soldi che fanno funzionare la sanità pubblica sono dei cittadini e non dei burocrati. I cittadini hanno, quindi, il diritto di essere informati sulle ragioni delle disfunzioni e delle scelte che vengono fatte per risolverle. Questo diritto appartiene soprattutto a chi è malato e lotta per sopravvivere.


