L'arte bianca
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affidato
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CROTONE La Flc Cgil Calabria denuncia quanto accaduto all'istituto scolastico Barlacchi-Lucifero di Crotone, dove il dirigente scolastico avrebbe strappato un cartellone affisso all'interno dell'edificio, recante la frase «A scuola nessuno è straniero». Il sindacato condanna fermamente il gesto così come ricostruito nella propria denuncia, ritenendolo grave «non soltanto per la sua presunta esecuzione materiale, ma soprattutto per il messaggio pedagogico, culturale e istituzionale che, se confermato, potrebbe trasmettere alla comunità educante crotonese e all'intera regione».

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Le motivazioni della dirigenza e la reazione della Flc Cgil

A rendere l'episodio ancora più preoccupante sarebbe la motivazione che, secondo quanto riportato dal sindacato, sarebbe stata addotta dalla dirigenza. Il dirigente avrebbe giustificato la rimozione del cartellone sostenendo che, attraverso quel messaggio, gli studenti avrebbero assunto una «posizione politica». Un'affermazione che la Flc Cgil Calabria giudica «infondata e pericolosa». E ricorda che la scuola pubblica statale si fonda sui principi della Costituzione, a partire dall'articolo 3, che sancisce l'uguaglianza e la pari dignità sociale senza distinzioni, e dall'articolo 34, secondo cui «la scuola è aperta a tutti».

Il valore educativo e l’assenza di dialogo con gli studenti

Ricordare che «a scuola nessuno è straniero» non rappresenta, secondo il sindacato, una presa di posizione partitica né uno slogan provocatorio, «ma esprime il significato stesso del mandato educativo che ogni lavoratrice e ogni lavoratore della conoscenza, a partire da chi dirige un istituto scolastico, dovrebbe rispettare, difendere e promuovere quotidianamente. Tanto più alla rimozione del cartellone si sarebbe aggiunta la mancata disponibilità al confronto». Le rappresentanti degli studenti, che avrebbero cercato un dialogo costruttivo sulla vicenda, si sarebbero infatti trovate di fronte a un atteggiamento di disinteresse.

Le richieste all’Ufficio scolastico regionale e il richiamo alle regole

Anche in presenza di eventuali irregolarità procedurali nell'affissione, sostiene la Flc Cgil Calabria, «il compito di un dirigente scolastico deve essere quello di promuovere il rispetto delle regole attraverso l'ascolto e il confronto, anziché ricorrere a gesti che potrebbero essere percepiti come censori e ridurre la solidarietà umana a una questione di appartenenza politica». Il sindacato chiede pertanto al dirigente scolastico di chiarire tempestivamente la propria posizione in merito alla vicenda e, qualora venissero confermati i fatti denunciati, di porgere le dovute scuse alla comunità scolastica. Chiede inoltre all'Ufficio scolastico regionale per la Calabria «di verificare quanto accaduto e di vigilare affinché gli istituti scolastici continuino a essere presìdi di democrazia, partecipazione e inclusione, nel rispetto anche della libertà di manifestazione del pensiero tutelata dall'articolo 21 della Costituzione».

La replica del dirigente Girolamo Arcuri: «Rimozione temporanea»

Sulla vicenda è intervenuto direttamente il dirigente dell'istituto scolastico Barlacchi-Lucifero di Crotone, Girolamo Arcuri, smentendo quanto denunciato dalla Flc Cgil della Calabria secondo la quale avrebbe deliberatamente strappato il cartellone. «Quello striscione è stato rimosso perché il plesso serviva per alcune prove di abilitazione», ha affermato Arcuri. Il dirigente spiega che il cartellone, esposto all'ingresso del plesso ottico-odontotecnico dell'istituto, sarebbe rimasto affisso per circa dieci giorni prima di essere rimosso per esigenze organizzative legate allo svolgimento delle prove.

Le motivazioni logistiche e la rassicurazione sul ripristino

La rimozione, dunque, secondo la ricostruzione della dirigenza, non sarebbe legata al contenuto del messaggio, ma alla necessità di liberare lo spazio in cui dovranno essere affissi gli esiti degli esami di abilitazione. Il dirigente assicura infine che lo striscione tornerà al suo posto una volta concluse le attività.

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