Dai dati Sacal e quelli Gimbe emerge un'altra verità su turismo e sanità
L’analisi sui flussi aeroportuali e sull’erogazione delle cure smentisce i trionfalismi: Crotone resta isolata nei trasporti e penalizzata nei servizi essenziali
CROTONE Il termometro sul cattivo stato di salute di Crotone è rappresentato dalla mancata crescita dei passeggeri che hanno utilizzato l’aeroporto Sant’Anna e dai dati presenti nel nono rapporto Gimbe sull’erogazione della sanità. L’analisi di questi dati ci dice che Crotone non veleggia verso un futuro migliore.
Aeroporto e trasporti: passeggeri in calo mentre la regione cresce
Nei giorni scorsi Sacal ha reso noti i movimenti passeggeri che si sono registrati nei tre scali calabresi (Lamezia Terme, Reggio Calabria e Crotone). Tutto è andato bene tranne che per l’aeroporto Sant’Anna. Complessivamente gli aeroporti calabresi hanno registrato un movimento di 518.888 passeggeri, con una crescita del 18,6% rispetto a settembre 2025.
«A sostenere il risultato è soprattutto Lamezia Terme, che nel mese registra 393.116 passeggeri, pari a una crescita del 23% rispetto allo stesso mese dello scorso anno, confermando il forte andamento dello scalo nel corso del 2026. Positivo anche il risultato di Reggio Calabria, con 94.909 passeggeri e una crescita del 8% rispetto a settembre 2025. Crotone registra invece 30.863 passeggeri, con una lieve flessione allo stesso mese dello scorso anno».
Il rebus presenze turistiche e i limiti delle infrastrutture
Mentre a Lamezia Terme e a Reggio Calabria si registra un aumento dei passeggeri, a Crotone c’è un calo. Questo calo potrebbe rappresentare una risposta a coloro che, da qualche mese, vanno sostenendo che c’è stato un aumento della presenza turistica in città, perché sono aumentate le quote delle tasse di soggiorno dei b&b.
Se i passeggeri dell’aeroporto, dai dati ufficiali forniti da Sacal, sono diminuiti, come è possibile che siano aumentate le presenze? Possibile che le «masse di turisti» siano arrivate a Crotone utilizzando le auto?
I dati sui voli dell’aeroporto dicono di no, i treni a lunga percorrenza non esistono mentre quelli locali viaggiano alla stessa velocità di quelli che impiegano la gremagliera al centro dei binari. Sono, quindi, arrivati a Crotone in macchina percorrendo la Statale 106 a 50 chilometri orari, quando va bene. Andare a una velocità maggiore, se ti va bene, incappi in una delle trappole (autovelox) disseminate lungo il percorso e se ti va male, come succede spesso, ci rimetti la vita.
Il richiamo di Crotone è talmente forte che i disagi e i pericoli vengono messi in secondo piano? Chi scrive crede proprio di no perché succede che a Crotone le poche cose da vedere non sono state sempre fruibili.
Viene quindi il dubbio che dietro quei dati sull'aumento di presenze turistiche, o siano falsi, il che è inverosimile, oppure siano frutto dell'emersione dell'economia sommersa, ossia della scelta di mettersi in regola con la legge. Chi lavorava in nero ha cioè deciso di mettersi in regola registrandosi, pagando la tassa di soggiorno e quindi comunicando l'arrivo dei propri ospiti.
Rapporto Gimbe: la Calabria e Crotone maglia nera nei Lea
Sono in molti a scegliere il luogo dove andare a fare le vacanze tenendo conto dei servizi sanitari che vengono offerti agli utenti. Anche da questo punto di vista la Calabria e soprattutto Crotone non brillano. Gli ultimi dati, quelli contenuti nel nono rapporto Gimbe diffusi lo scorso 7 ottobre, dicono che i Livelli essenziali di assistenza (Lea) non sono garantiti. Il monitoraggio è stato effettuato con il Nuovo sistema di garanzia (Nsg) e riguarda il 2024.
I risultati di questo monitoraggio dicono che «la Calabria risulta tra le tre sole regioni inadempienti in Italia, nello specifico per quanto riguarda l'area distrettuale (assistenza territoriale e sociosanitaria)».
Il saldo negativo emerge nella mobilità sanitaria, dove la Calabria figura tra le regioni più negative d'Italia «per mobilità sanitaria passiva (ovvero la spesa sostenuta per i cittadini calabresi che devono recarsi a curarsi fuori regione)».
Medici in trincea e la mossa tardiva della politica
Sono anni che scriviamo su questo giornale dei viaggi della speranza, mentre la politica che ha amministrato la sanità sotto «mentite spoglie» (in fase di commissariamento) raccontava una storia diversa.
Oggi Gimbe inchioda i raccontatori di frottole con il dato che in Calabria si concentra il 78,2% dei saldi negativi nazionali. Significa che l’intera regione presenta una dotazione di personale infermieristico nettamente al di sotto della media nazionale. Crotone rappresenta la Cenerentola della sanità calabrese che, già di suo, fa acqua da tutte le parti come si evince dai dati Gimbe.
L’unico dato positivo è rappresentato dalla grande professionalità dei medici e del personale sanitario che hanno scelto di restare a lavorare nel nostro territorio. Ci sono professionisti davvero seri e preparati. Non dimostrano la stessa serietà i rappresentanti della politica che amministrano la sanità e fanno le scelte. Oggi cattura l'attenzione, giusto per fare un esempio, la convocazione della Conferenza provinciale dei sindaci per il 13 ottobre prossimo.
Colpisce soprattutto l’ordine del giorno della seduta: «Proposta di istituzione di un organismo per funzioni tecnico-consultive a supporto dell'attività della Conferenza dei sindaci; nomina componenti Comitato di rappresentanza; canile sanitario baricentrico e ipotesi di gestione periodo transitorio; criticità della rete Suem 118; carenza di personale medico dipendente presso il P.o. di Crotone; criticità della rete di assistenza domiciliare integrata; criticità della rete di cure palliative nel territorio dell'Asp di Crotone».
I sindaci vogliono finalmente discutere della sanità che non c’è più. L’avessero fatto qualche anno fa, forse qualcosa poteva anche salvarsi. A leggere quest’ordine del giorno viene facile alla mente la metafora del pastore che chiude la porta della stalla quando ormai le pecore erano scappate tutte. Così vanno le cose a Crotone dove si racconta dell’aumento della presenza dei turisti.


