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CROTONE È l'ex segretario provinciale della Uil di Crotone, Fabio Tomaino, a essere indagato per i reati di appropriazione indebita e autoriciclaggio. Indagati anche il padre Domenico Tomaino, che per lunghi anni ha a sua volta guidato la Uil provinciale crotonese, e l'ex contabile della camera sindacale Luca Martino.

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Le indagini della Digos

L'indagine nei confronti del sindacalista, avviata un anno fa dopo una denuncia depositata dalla segretaria della Uil Calabria, Mariaelena Senese, e avvalorata dalla relazione tecnica del tesoriere regionale Attilio Morittu, è stata condotta dagli investigatori della Digos della questura di Crotone coordinata dalla Procura della Repubblica che si avvale di un pool di magistrati specializzati nella lotta ai reati finanziari.

I fondi distratti

Secondo quanto emerso, Tomaino, che nel frattempo è diventato segretario provinciale di un altro sindacato, la Confial, ha attuato una gestione personalistica e sregolata dei fondi del sindacato, caratterizzata da appropriazioni indebite, con uscite non giustificate e distrazioni di risorse economico-finanziarie dai conti dell'ente per un ammontare quantificato in circa 380 mila euro.

Le perquisizioni

Effettuate perquisizioni domiciliari nella sede sindacale e presso i domicili degli indagati, per la ricerca di documentazioni contabili riguardanti il periodo temporale oggetto dell'indagine.

Prelievi e assegni incassati dalle casse del sindacato

L'ex segretario provinciale, per gli inquirenti, ha effettuato numerosi prelievi fisici dai due conti correnti della camera sindacale, emesso assegni bancari da lui stesso incassati, numerose ricariche su carta prepagata personale ed emolumenti giustificati con la causale rimborsi chilometrici. 

Le accuse di autoriciclaggio e le polizze

Per quanto riguarda la contestazione di autoriciclaggio, il sindacalista ha reimpiegato ingenti somme di denaro in polizze assicurative e investimenti in società di cartolarizzazione finanziaria, per ostacolare l'identificazione della provenienza del denaro, per una cifra stimata in circa 62mila euro. La stessa somma che la procura ha sottoposto a sequestro preventivo d'urgenza, mettendo i sigilli alle polizze assicurative stipulate e all'investimento effettuato dall'indagato. 

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