L'arte bianca
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affidato
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CROTONE «Non è mio costume polemizzare, ma avendo letto la nota con la quale l’amico, Fabio Tomaino, si chiede il perché del silenzio della sinistra italiana sulla vertenza Chiama Roma e in particolare si interroga sulla assenza di iniziative parlamentari, di interrogazioni, e di qualsivoglia atto formale da parte di deputati, senatori o consiglieri regionali di questa area politica, devo rispondergli che è evidentemente si è distratto e non si è accorto dell’interrogazione presentata nel mese di dicembre dalla nostra deputata 5 stelle, Anna Laura Orrico, al ministro delle Imprese e del made in Italy, interrogazione rimasta tuttora senza risposta». È quanto replica in una nota stampa la consigliera regionale del M5s, Elisabetta Barbuto, in merito a quanto dichiarato in un altro comunicato stampa dal segretario provinciale di Confial sulla vicenda dell'assegnazione del servizio di “Chiama Roma”.

Barbuto invita Tomaino a «consultare sul sito della Camera il documento 4-06631 annunciato in occasione della seduta del 18 dicembre scorso. E se ciò non bastasse la distrazione ha coperto anche il comunicato stampa con il quale si è data notizia dell’atto parlamentare presentato e si è espressa la massima solidarietà a questa città sempre in lotta per il lavoro, per la dignità e la sicurezza economica delle famiglie».

«Dunque – secondo la consigliera regionale – la domanda va riformulata: perché sulla vertenza questo silenzio del centrodestra? Perché questo silenzio del ministro e del Governo centrale? Perché questo silenzio del Governo regionale? Eppure è recente l’incontro del dottor Tomaino con il presidente Occhiuto con il quale si è parlato di tutto, spaziando dalla bonifica alla sanità e ai trasporti, ma, evidentemente, non della vicenda Chiama Roma».

«Devo dire che ho sempre collaborato – commenta Barbuto –, e con grande entusiasmo, a lavorare alla risoluzione delle problematiche di lavoro di cui in passato i sindacalisti si sono occupati, ma non trovo giusto che in una situazione di tale drammatica incertezza sul futuro di circa 150 famiglie, si colga l’occasione per puntare il dito contro la sinistra tacendo della totale inerzia di quella parte politica che realmente in questo momento potrebbe e dovrebbe fare concretamente qualcosa, e più di qualcosa, perché è alla guida del governo centrale e del governo regionale».

«Per quanto mi riguarda – sottolinea Barbuto –, avrei partecipato molto volentieri mettendo a disposizione la mia professionalità ed il mio impegno al tavolo istituzionale che il dottor Tomaino auspicava e sollecitava, ma il Comune di Crotone, ha preferito convocare un tavolo più intimo, direi monocratico, senza coinvolgere altri attori che hanno un ruolo nelle istituzioni. Tavolo che nulla di concreto ha prodotto anche perché il problema è sempre lo stesso in questa città». 

«Anziché collaborare tutti insieme – contesta Barbuto –, pur da differenti posizioni politiche, per tutelare i crotonesi e remando nella stessa direzione per giungere alla soluzione dei problemi, si corre avanti per cercare di arrivare, se possibile, a meta prima degli altri. E correndo da soli, purtroppo, non solo non si viene considerati dall’interlocutore, ma si perde di vista l’obiettivo per cui si lavora. In questo l’obiettivo era, ed è, la salvezza del posto di lavoro dei lavoratori crotonesi del Chiama Roma e non un posto in prima fila sul proscenio», conclude Barbuto. 

 


 

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