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birth Marco Antonio Imbrauglio acquista
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CROTONE In Calabria ci sono due sanità che fanno a pugni: quella degli annunci e dei proclami e quella degli ospedali dove mancano gli specialisti e che, dove ci sono, implodono.

CALABRIA VERDE ANTINCENDIO 2026
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Carenza di medici e burocrazia universitaria

È il caso del servizio di psichiatria dell’Azienda sanitaria provinciale di Crotone di cui questo giornale si è già occupato qualche settimana pubblicando un ampio articolo firmato da Giuliano Carella. A luglio era stato deciso che si sarebbe proceduto con quattro assunzioni a tempo determinato, ma la richiesta non è stata ancora inoltrata all’Università che deve dare il parere.

L’Università ha la competenza perché non ci sono psichiatri con il titolo e, quindi, si deve fare riferimento agli specializzandi. La legge che regola la materia per una vicenda di «rete formativa» prevede che sia l’Università a dare l’ok. Psichiatria di Crotone potrebbe non rientrare nel sistema della rete formativa e, quindi, è tutto fermo a un palo.

Pazienti in aumento e medici allo stremo

Il problema è serio soprattutto perché ci sono 14.000 pazienti in carico al sistema provinciale e i medici sono solo quattro e ne occorrerrebbero almeno nove. Facendo una valutazione sommaria i malati sono il 10% circa della popolazione della provincia di Crotone e la percentuale purtroppo è destinata a crescere. Una situazione, quindi, che richiederebbe un intervento serio ed immediato, magari mettendo da parte le fanfare che vengono suonate ogni volta che si annuncia un piccolo e spesso insignificante passo in avanti.

Questa sanità fa a pugni con quella che vivono i cittadini-utenti. Nelle case dei cittadini ci sono i problemi con cui bisogna fare i conti magari senza risorse. Non hanno disponibilità di spostarsi da un punto all’altro della Calabria con l’elicottero e i drammi si vivono con la consapevolezza che la Calabria è una terra avara di servizi. Lo sanno i malati, le loro famiglie e anche i medici che vengono sottoposti a turni impossibili. In alcuni momenti il dramma interiore del medico supera quello del paziente.

Liste d'attesa e concorsi regionali

Questa è la situazione della psichiatria di Crotone dove, come è stato riportato nel precedente articolo, «le prenotazioni superano i sei mesi e, in questo momento, sono bloccate». A Crotone, compreso il primario, sono operativi quattro medici (di cui uno in formazione), mentre nella sede di Mesoraca ce n'è uno solo e in quella di Cirò Marina arrivano a due.

A luglio è partita la pressione nei confronti dell’Azienda sanitaria e della Regione Calabria per assumere almeno quattro specialisti. L’organizzazione che si è data la Regione, titolare della sanità, prevede una richiesta da parte delle Aziende, ma il bando per le assunzioni deve essere gestito da Azienda zero.

Il 6 luglio scorso, quindi, il direttore generale dell’Azienda sanitaria di Crotone, Antonio Graziano, «nelle more dell’espletamento da parte di Azienda Zero della relativa procedura concorsuale», con la deliberazione numero 361 ha proposto di procedere «all’indicazione di avviso pubblico, per titolo e colloquio, per copertura a tempo determinato, per un periodo di sei mesi, di quattro posti di dirigente medico per la disciplina psichiatrica».

Azienda zero, dal canto suo, con la deliberazione numero 271 del 10 agosto scorso, a distanza di più di un mese dalla richiesta, ha dato «indicazione della procedura selettiva per la copertura a tempo pieno ed indeterminato di 26 posti di dirigente medico disciplina di psichiatria da destinare alle aziende sanitarie regionali - approvazione dell’avviso di mobilità e del bando di concorso».

Quindi Azienda zero non ha tenuto conto di quanto indicato nella delibera dal dg Graziano, ma ha nel frattempo proceduto a bandire un concorso.

Un fabbisogno che rischia di penalizzare Crotone

Il fabbisogno certificato da Azienda zero è così suddiviso: «Asp Catanzaro 5 specialisti, Asp Cosenza 6, Asp Crotone 4, Asp Vibo Valentia 3, Asp Reggio Calabria 8, per un totale di 26 psichiatri».

Sono, quindi, 26 gli psichiatri che mancano in tutta la Calabria. C’è poco da festeggiare considerato che gli specialisti non ci sono e il concorso regionale che prevede 26 assunzioni rischia paradossalmente di penalizzare soprattutto Crotone, dove viene addirittura paventata la chiusura del servizio. Tanto a queste latitutdini sono “abituati” che, per curarsi, bisogna andare a Catanzaro o Cosenza.

Il rischio più serio è che anche se dovesse essere espletato il concorso annunciato da Azienda zero i partecipanti non sceglieranno di venire a lavorare a Crotone, dove ci sono turni impossibili e con scarse possibilità di crescita professionale. Questo almeno dicono gli addetti ai lavori.

Fuga di personale e silenzio della politica

A Crotone non vogliono venire, anzi fuggono. È il caso di due medici che lavorano al centro di salute mentale di Cirò Marina: uno ha già preso un mese di aspettativa per settembre prossimo e si sta guardando intorno e l’altro ha già deciso che da ottobre si metterà in aspettativa e andrà a lavorare altrove.

Povera Crotone e poveri malati, che non possono contare nemmeno sul sostegno dei politici locali. I sindaci non parlano di sanità e le cose si trascinano senza che si possa intravvedere uno spiraglio di luce. Più facile organizzare feste!

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