L'arte bianca
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affidato
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CROTONE I soliti annunci in grande stile, conditi da cifre e buone intenzioni, continuano a nascondere una realtà ben diversa sia per l'aeroporto Sant'Anna che per nuova Strada statale 106.

CALABRIA VERDE ANTINCENDIO 2026
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Nella scorsa seduta della II Commissione consiliare permanente, quella del 14 settembre scorso, la rappresentante di Sacal Spa, l'ingegnere Stefania Raimondo, ha snocciolato le varie fasi del Piano di sviluppo aeroportuale sostenuto dal Cis «Volare». Un'esposizione ricca di dettagli tecnici per opere in gran parte previste da anni, ma che procedono a passo di lumaca tra lungaggini burocratiche, incrementi di costi e continue attese di valutazioni ambientali. L'approccio di Sacal continua a concentrarsi su infrastrutture edilizie a lunghissima scadenza, quando la vera priorità per il territorio dovrebbe essere un'aggressiva politica di gestione delle rotte, capace di aumentare l'offerta dei voli e incentivare concretamente il traffico passeggeri. I risultati di questa linea sono impietosi: proprio mentre gli scali di Lamezia Terme e Reggio Calabria registrano aumenti di traffico da record, l'aeroporto di Crotone ha chiuso il mese di agosto con un segno negativo («-0,4%» su base annua).

Le passerelle di Pisciuneri e la propaganda di centrodestra

In questo contesto, il presidente della Commissione, Fabio Bruno Pisciuneri, prosegue nel suo ritornello di costante plauso alle istituzioni e al gestore aeroportuale. «Con questo primo incontro tra la Commissione consiliare e Sacal abbiamo voluto aprire un canale di confronto diretto e costruttivo», ha dichiarato Pisciuneri, aggiungendo che «l'aeroporto di Crotone debba assumere la centralità che merita nell'offerta di trasporto della Calabria». Dichiarazioni che suonano ormai come una sterile difesa di bandiera: da anni il consigliere perora queste cause, apparendo più occupato a fare da cassa di risonanza alla propria parte politica, il centrodestra, che a pretendere risposte immediate e risultati tangibili per la cittadinanza. La narrazione di uno scalo in continua espansione si scontra quotidianamente con l'isolamento geografico ed economico in cui Crotone continua a versare.

Fanfare per la Ss 106: ma i cantieri non ci sono

Non diversa è la situazione per quanto riguarda la Strada Statale 106 Crotone-Catanzaro. La commissione di ieri ha dedicato un'ulteriore seduta al Protocollo di legalità per la grande opera da oltre due miliardi di euro, incassando il sostegno dei sindaci del territorio e dei rappresentanti sindacali. Tra toni trionfalistici, si è parlato di monitoraggi, badge di cantiere e contrasto alle infiltrazioni criminali. Tuttavia, a fronte di altisonanti incontri e buone intenzioni sulla carta, la realtà del territorio crotonese è desolante: di cantieri reali e operativi per la nuova SS 106 non c'è nemmeno l'ombra. Si continua a suonare la fanfara su garanzie e governance istituzionali, rimandando a futuri tavoli con Anas la gestione della viabilità, mentre i cittadini continuano a percorrere un'arteria obsoleta e pericolosa. «Questa infrastruttura rappresenta un'occasione storica per lo sviluppo e per la fine dell'isolamento delle aree interne del Crotonese», si legge tra le conclusioni della seduta. Una promessa che, finché non si vedrà un solo operaio al lavoro, rimane l'ennesima pia illusione della politica locale.

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