L'arte bianca
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affidato
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CROTONE Gaetano Grillo non si arrende e non rinuncia a fare battaglie per impedire al Partito democratico di candidare a sindaco l’avvocato Giuseppe Trocino, un civico senza appartenenza partitica. La scelta di proporre la candidatura a sindaco per il campo progressista di Trocino è stata fatta nel tardo pomeriggio di ieri dalla direzione provinciale del Pd.

Su otto interventi sei si sono espressi a favore della candidatura di Trocino e due contro (Grillo e Mastroianni, componenti della stessa area). Grillo, tra l’altro non fa parte della direzione provinciale, ma essendo stato invitato alla riunione dal segretario-reggente, Nico Stumpo, aveva diritto di esprimere la sua opinione.

Grillo si dice contro la proposta di candidare Trocino perché non ha la tessera né del Pd e né di un’altra sigla politica che appartiene al campo progressista. Nella direzione provinciale del Pd l’idea di Grillo è minoritaria, ma trova sponda tra le fila degli alleati del campo progressista. Con lui, secondo quanto riferisce lo stesso Grillo, ci sarebbe Filippo Sestito, che era uno dei nomi gettonati per la candidatura a sindaco della coalizione.

Il Pd ha scelto Trocino e, quindi, sono state archiviate, sia le proposte di Grillo, che quella di Sestito. Sestito, comunque, sarà chiamato ad esprimersi su Trocino e, se dovesse confermare il suo no e trovare sponda anche tra le altre sigle, la questione dell’indicazione del nome del candidato potrebbe tornare al punto di partenza.

Significa che, nell’arco di una manciata di giorni, si dovrà trovare la quadra su un nome che, al momento, non c’è. La logica dice che, a questo punto, la scelta potrebbe cadere sulla consigliera regionale del M5s, Elisabetta Barbuto.

Giochi e giochini della politica ben noti ai prestigiatori del centrosinistra che già cinque anni fa sono rimasti esclusi dal consiglio comunale di Crotone: il Pd perché non ha presentato liste, i 5 stelle perché alle competizioni comunali non hanno mai avuto successo e gli altri perché non hanno una grandissima visibilità elettorale.

Entro il 24 aprile dovranno essere depositate le proposte e il campo progressista è sempre più impegnato in una guerra interna che ricorda molto la metafora del marito che, per fare dispetto alla moglie, ha deciso di evirarsi.

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