Le Castella, le acque sospette del torrente che s'ingrossa d'estate
A Isola di Capo Rizzuto la portata dell'Acquavrara aumenta in estate portando con sè a mare anche i prodotti chimici dell'agricoltura nelle campagne soprastanti

ISOLA DI CAPO RIZZUTO Un torrente miracoloso che si ingrossa d’estate, quando non piove da mesi, e quasi sparisce d’inverno quando qualche giornata di pioggia si vede. È il torrente Acquavrara che sfocia a mare proprio sulla spiaggia cittadina di Le Castella.

Negli anni passati Goletta verde aveva incluso nel suo report annuale anche le acque di questo corso d'acqua. Le analisi avevano dato un esito preoccupante: nelle acque sversate a mare, dove migliaia di persone ogni giorno fanno il bagno, c’erano residui di veleni utilizzati in agricoltura.
L'impatto dell'irrigazione agricola
Non un miracolo naturale, quindi. L’aumento della quantità d’acqua in estate potrebbe essere legato al fatto che nelle campagne soprastanti il centro abitato vengono irrigati i campi coltivati. Il surplus idrico viene raccolto dal torrente e versato a mare sull’unica spiaggia del centro turistico più importante della provincia di Crotone. Della situazione si è tanto discusso in passato, ma quest’anno è calato il silenzio e nemmeno Goletta verde si è più ineteessata.

Interventi e rischi sanitari
Nonostante vi siano state giornate in cui l’acqua del torrente, cresciuta in maniera esponenziale nonostante la siccità, ha invaso la spiaggia, ci si è limitati a un intervento per alzare gli argini. I lavori hanno salvaguardato il litorale, ma nessun chiarimento ufficiale è stato fatto sulla qualità dell’acqua. Nemmeno quando le analisi denunciavano la presenza di prodotti chimici qualcuno ha mosso un dito, a parte un temporaneo divieto di balneazione. Anche l'ipotesi di realizzare un invaso a monte è rimasta un'idea sulla carta.
Il silenzio per tutelare il turismo
Anche quest’anno bambini e adulti, ignari della provenienza del flusso, si sono lavati i piedi e le gambe per eliminare la sabbia uscendo dalla spiaggia. L’estate è finita e l’appuntamento con l'Acquavrara è rinviato al prossimo anno. Dalle nostre parti non si può parlare di queste cose per il rischio di danneggiare il turismo, un settore che comunque zoppica. Non sarebbe meglio pensare a un intervento risolutivo, magari rinunciando a qualche esibizione di pacchiane?


