Bonifica, Confial precisa: «Conferimento non è problema dei crotonesi»
Il segretario provinciale Fabio Tomaino chiama in causa lo Stato e l'Eni: «La responsabilità non può ricadere su chi subisce le conseguenze dell’inquinamento»
CROTONE Riceviamo e pubblichiamo la nota stampa integrale di Fabio Tomaino, segretario provinciale di Confial a Crotone.
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Il rinvenimento di scorie radioattive e materiali contenenti Tenorm e amianto nell’area dell’ex discarica Pertusola-Armeria e il conseguente blocco degli scavi di bonifica segnano un punto di svolta che non può più essere minimizzato.
Non siamo davanti a un imprevisto tecnico, ma alla conferma che il problema ambientale del Sin di Crotone è più profondo e più esteso di quanto per anni si sia voluto ammettere.
Il fermo delle attività dimostra che le bonifiche non possono essere affrontate per fasi isolate o con caratterizzazioni parziali.
La contaminazione è diffusa, stratificata nel tempo, e continua a gravare sulla vita delle persone. Procedere per rinvii, fermarsi o intervenire senza una visione complessiva non mette in sicurezza il territorio, ma lo espone ulteriormente.
Le valutazioni della Commissione parlamentare bicamerale e le analisi della comunità scientifica parlano la stessa lingua: il Sin di Crotone è un’area di esposizione cumulativa, dove metalli pesanti, rifiuti industriali storici e oggi anche materiali radioattivi producono un rischio lento e silenzioso, ma reale, che incide sulla salute pubblica.
È per questo che non è più possibile rinviare. Serve un cambio di passo netto e una regia chiara. Lo Stato deve assumere un ruolo diretto e continuo nelle operazioni di bonifica, garantire protocolli di massima sicurezza, assicurare trasparenza e restituire certezze a una comunità che da troppo tempo vive nell’incertezza.
In questo quadro va chiarito un punto fondamentale: la presenza o meno di discariche idonee al conferimento dei rifiuti pericolosi non può essere un problema dei cittadini crotonesi.
Dopo oltre venticinque anni di attesa, insicurezza e rinvii, questa responsabilità non può ricadere su chi subisce le conseguenze dell’inquinamento.
È un problema dello Stato ed è un problema di chi ha inquinato il territorio, così come lo è di chi continua a trattare la vicenda del Sin di Crotone con superficialità, rinviando decisioni che andavano assunte da tempo.
Il futuro di Crotone non è una questione tecnica, ma una scelta politica e morale. Comincia da una parola semplice e decisiva: salute. Mettere in sicurezza l’ambiente significa proteggere le persone e creare le condizioni per un vero riscatto sociale. È questa la strada da imboccare, senza più rinvii.
Fabio Tomaino Segretario provinciale Confial Crotone

