L'arte bianca
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affidato
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CROTONE Riceviamo e pubblichiamo il commento al voto sul Referendum di Aldo Truncè, presidente della Camera penale di Crotone d esponente del Comitato per il Sì.

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Cari Colleghi, Cari Amici,
il verdetto delle urne di questo 22 e 23 marzo è stato chiaro.
La sovranità popolare si è espressa e, come avvocati e cittadini che credono fermamente nel perimetro della democrazia, la rispettiamo senza riserve.
Tuttavia, spenti i riflettori dei seggi, sento il bisogno profondo di fermarmi un istante con voi per riavvolgere il nastro di questi ultimi cinque mesi.
Abbiamo attraversato ogni singolo comune della nostra provincia, abbiamo abitato le piazze di Crotone, abbiamo parlato nei circoli e nelle sedi istituzionali.
È stato un tour faticoso, ma straordinariamente umano.
Per questo, il mio primo sentimento è di profonda gratitudine.
Grazie a voi, colleghi della Camera Penale, che avete sottratto tempo alla professione e alle famiglie; e grazie agli amici che, pur non essendo "addetti ai lavori", hanno sposato questa causa con passione civile.
Voglio dirlo con chiarezza e orgoglio: il nostro intervento non è mai stato una sterile bandiera politica.
Siamo rimasti fedeli al nostro mandato di giuristi.
Non abbiamo cercato il consenso per una fazione, ma abbiamo provato a spiegare la nobiltà della giurisdizione e il senso di un progetto di riforma che sognavamo potesse rendere la giustizia più moderna e vicina al cittadino.
Certo, fa quasi rabbrividire vedere subito dopo l’esito dello spoglio, un’esultanza da stadio, pm e giudici insieme, proprio in quelle sedi istituzionali che dovrebbero continuare a rappresentare un’inespugnabile baluardo di legalità. Di fronte a questo indecoroso spettacolo l’unica bandiera che bisogna tenere alta è quella della concezione sacrale della Giustizia, ieri così svilita da quelle immagini.
C’è amarezza, non lo nego.
Vedere bocciato un progetto in cui si crede è un colpo che si avverte.
Ma in questa amarezza scorgo un seme di speranza.
In questi mesi ho visto negli occhi di molti elettori - persone che hanno votato oltre gli schemi di partito e oltre i colori politici - la scintilla della comprensione.
Moltissimi cittadini, specialmente nel nostro territorio, hanno colto il vento del cambiamento, hanno ascoltato le nostre ragioni e hanno scelto di votare con consapevolezza tecnica e non per appartenenza.
Lo hanno fatto partecipando ai numerosi dibattiti che abbiamo organizzato, o collegandosi, in migliaia, sulle piattaforme social della Camera Penale di Crotone, che hanno registrato una media di circa 3500 visualizzazioni per ogni evento.
Questo risultato, numerico e umano, ci dice che il nostro lavoro non è andato perduto.
La riforma è stata bocciata, ma l’idea di una Giustizia più giusta resta viva.
Il nostro compito non finisce oggi: la funzione sociale dell’avvocatura è proprio questa, restare sentinelle dei diritti anche quando il vento soffia contrario.
Vi ringrazio di cuore per essere stati al mio fianco in questo lungo cammino.
Continueremo a camminare, perché la passione per il diritto e per la nostra terra non si esaurisce con uno scrutinio.
Aldo Truncè presidente Camera penale di Crotone

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