L'arte bianca
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affidato
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CROTONE Le recenti sentenze depositate dal Consiglio di Stato, che hanno annullato le delibere del Consiglio superiore della magistratura relative alle nomine del procuratore della Repubblica e del presidente del Tribunale di Crotone, incassano la reazione preoccupata del sindaco Vincenzo Voce. Il primo cittadino ha voluto accendere i riflettori sulle possibili ricadute che questo vuoto di governance rischia di generare su un territorio notoriamente complesso.

Pur ribadendo il massimo rispetto istituzionale per le decisioni assunte dalla giustizia amministrativa, ed evitando di entrarne nel merito, Voce ha evidenziato come la comunità crotonese non possa permettersi frenate sul fronte della giustizia.

«Crotone ha bisogno di istituzioni forti, pienamente operative e nelle condizioni di garantire continuità nell'azione di contrasto alla criminalità e nell'amministrazione della giustizia», ha dichiarato il sindaco, definendo questi elementi come «essenziali per la tutela della legalità e per la crescita sociale ed economica della comunità».

Nella sua nota, il capo della giunta cittadina ha voluto anche esprimere sinceri sentimenti di stima e considerazione nei confronti dei due magistrati direttamente coinvolti, Maria Luisa Mingrone e Domenico Guarascio, sottolineandone le «elevate qualità professionali e il profondo senso delle istituzioni dimostrati nello svolgimento delle rispettive funzioni».

L'auspicio finale è che il Csm e gli organismi competenti intervengano senza indugi: la richiesta è quella di individuare in tempi rapidi le soluzioni necessarie per assicurare stabilità ed efficienza a un presidio dello Stato ritenuto vitale per il territorio e per la sicurezza dei cittadini.



 

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