L'arte bianca
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affidato
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CROTONE Non si è ancora conclusa l’attività investigativa messa in atto dal procuratore di Crotone, Domenico Guarascio, e dal pm Rosaria Multari nell’ambito dell’operazione Teorema che vede indagati 20 soggetti.

Lo si evince in maniera chiara quando scrivono che «taluni segmenti investigativi non sono stati riversati nella comunicazione di notizia di reato finale, depositata, in quanto suscettibile e postergati approfondimenti».

Non si è, quindi, conclusa l’attività di valutazione degli atti in possesso della magistratura indagante. Già il giorno dopo la notifica degli avvisi di garanzia la Guardia di finanza titolare dell’indagine è tornata presso il palazzo della Provincia, in via Mario Nicoletta, per visionare e valutare il contenuto di cinque computer che sono nella disponibilità dell’Ufficio di presidenza.

L’unica cosa certa, al momento, è che ci sono attività investigative che fanno ipotizzare un’organizzazione finalizzata ad incassare presunte tangenti. L’ipotesi investigativa ha individuato in Fabio Manica, già vicepresidente della Provincia, ex consigliere comunale e commissario di Forza Italia a Crotone, la mente organizzativa.

La Procura ha anche ipotizzato che l’attività messa in campo per ottenere le presunte mazzette andava oltre il palazzo della Provincia. La presunta ingerenza avrebbe interessato i Comuni di Cirò Marina, Isola Capo Rizzuto e Crotone.

Tra i destinatari dell’avviso di garanzia ci sono anche funzionari e dirigenti dei Comuni di Cirò Marina e Isola Capo Rizzuto. Non ci sono, invece, rappresentanti del Comune di Crotone. A Crotone le presunte attività illecite avrebbero riguardato la mensa scolastica da poco inaugurata a Papanice.

Non c’entra con le indagini e non figura nei fascicoli, ma l’interesse che gli amministratori avevano per le attività dei Comuni si evince anche da quella riunione che è stata fatta nel Palazzo della Provincia per discutere della realizzazione di 24 alloggi in via Israele a Crotone.

Quella riunione finita in Procura in quanto si è consumata la presunta aggressione fisica da parte del sindaco Vincenzo Voce nei confronti del consigliere di maggioranza Vincenzo Ioppoli. Il procedimento amministrativo era esclusivamente di competenza dell’amministrazione comunale di Crotone.

Perché allora la riunione nel Palazzo della Provincia, dove oltre a diversi consiglieri comunali, al sindaco Voce, a Fabio Manica, era presenta anche il consigliere regionale Sergio Ferrari? Non si è mai capito perché un procedimento di esclusiva competenza del Comune sia stato discusso alla Provincia.

Domani è previsto «l’interrogatorio di garanzia» per i destinatari dell’avviso di garanzia. Per alcuni di loro sono stati chiesti provvedimenti cautelari.

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