In mattinata nuovo blitz della Guardia di finanza alla Provincia di Crotone
I militari sono arrivati al palazzo di via Mario Nicoletta in compagnia dell'indagato chiave e hanno visionato il contenuto dei computer a disposizione dell'ufficio di presidenza
CROTONE Questa mattina gli investigatori della Guardia di finanza sono tornati al palazzo della Provincia, in via Mario Nicoletta, per acquisire nuovi documenti riguardanti l’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Crotone, per la quale sono stati notificati 20 avvisi di garanzia.
I militari sono arrivati al palazzo di via Mario Nicoletta con tre auto. Due uomini sono stati messi a piantonare l’entrata per impedirne l’accesso. Gli altri sono saliti sopra, dove c’è l’ufficio del presidente dell’ente. Una delle auto si è mossa e dopo qualche tempo è ritornata in via Mario Nicoletta in compagnia di Fabio Manica, il più illustre tra i destinatari dell’avviso di garanzia.
Ovviamente gli investigatori hanno mantenuto il massimo riserbo su tutta l’attività messa in campo per acquisire eventuali nuove prove. Non ci sono, quindi, notizie ufficiali ma solo indiscrezioni circolate. Secondo queste indiscrezioni gli investigatori avrebbe visionato il contenuto di cinque computer che vengono utilizzati nell’ambito delle attività del presidente della Provincia.
L’accusa nei confronti di Manica e degli altri indagati è quella di avere pilotato appalti scolastici e altro, ricevendo in cambio tangenti tramite società occulte. Gli avvisi si garanzia sono stati notificati a distanza di due giorni dal voto per l’elezione del nuovo consiglio provinciale e del nuovo presidente dell’ente intermedio.
Manica è stato rieletto nella lista di Forza Italia, partito dove ricopre la carica di commissario cittadino di Crotone. Nella precedente amministrazione, quella indagata dalla Guardia di finanza, ha ricoperto l’incarico di vicepresidente e quello di presidente-facente funzioni dopo le dimissioni del presidente Sergio Ferrari, eletto consigliere regionale della Calabria alle elezioni di ottobre scorso.
La nuova ricerca dice che la Procura della Repubblica guidata da Domenico Guarascio ha il sospetto che le ipotesi di reato vanno al di là di quelle che sono state certificate con l’avviso di garanzia.

