L'arte bianca
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affidato
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STRONGOLI Tavolini, sedie e finta erba posizionati direttamente sulla spiaggia pubblica, senza alcuna autorizzazione. Con questa motivazione è scattato il sequestro di un'area demaniale marittima di circa 60 metri quadrati nel Comune di Strongoli, a seguito di un intervento dei militari della Capitaneria di Porto - Guardia Costiera di Crotone. L'operazione rientra nell'ambito della campagna nazionale "Mare e laghi sicuri 2026", mirata a verificare la regolarità delle occupazioni sul demanio e il rispetto dell'Ordinanza di sicurezza balneare numero 58 del 2026 emanata lo scorso 14 maggio.

L'occupazione abusiva

Durante i controlli eseguiti presso un'attività commerciale adibita a pescheria e friggitoria, i militari hanno accertato che il titolare aveva occupato la superficie demaniale antistante il locale. Nello specifico, l'imprenditore aveva installato una pedana in legno amovibile rivestita con erba sintetica e aveva pavimentato un'ulteriore porzione di suolo con piastrelle in cemento, presumibilmente destinate a ospitare i tavoli e le sedie per la clientela. Al momento dell'ispezione, tuttavia, il titolare non è stato in grado di esibire alcun titolo idoneo a legittimare l'occupazione di quella porzione di costa.

I provvedimenti giudiziari e comunali

Per questo motivo l'area è stata immediatamente posta sotto sequestro e messa a disposizione della competente Autorità giudiziaria, mentre il responsabile è stato deferito alla Procura della Repubblica di Crotone per diverse ipotesi di reato. Della vicenda è stato investito anche il Comune territorialmente competente, quale autorità delegata alla gestione del demanio marittimo. L'ente comunale dovrà ora occuparsi della quantificazione e della successiva riscossione degli indennizzi dovuti per l'abusiva occupazione, oltre ad adottare gli atti necessari al ripristino dello stato dei luoghi.

La tutela del bene pubblico

L'intera attività è stata condotta in stretto raccordo con la Procura della Repubblica di Crotone, guidata dal procuratore Domenico Guarascio, al fine di contrastare fermamente l'abusivismo e tutelare i beni di proprietà dello Stato destinati alla pubblica fruizione.

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