Cnddu, 500 nuotatori nella piscina olimpionica: diritto allo sport e inclusione
L'inziativa presso il Centro federale della Federazione italiana nuoto. Pesavento: «Investire negli impianti sportivi significa investire nei diritti delle persone»
CROTONE Cinquecento nuotatori nella piscina olimpionica comunale rappresentano il segnale più evidente della rinascita sportiva di Crotone. Un risultato che segna il definitivo rilancio dell'impianto, oggi sede del Centro federale della Federazione italiana nuoto, il primo in Calabria, e che restituisce alla città una struttura strategica dopo gli anni segnati dalle difficoltà gestionali che avevano persino costretto molti giovani atleti ad allenarsi in mare.
Una svolta che il Coordinamento nazionale docenti della disciplina dei diritti umani interpreta come un esempio concreto di attuazione del diritto allo sport, riconosciuto a livello internazionale quale elemento essenziale per la crescita armonica della persona e per la costruzione di comunità inclusive.
«I 500 nuotatori che oggi animano la piscina olimpionica di Crotone rappresentano molto più di un successo sportivo», afferma il presidente del Cnddu, Romano Pesavento. «Sono la dimostrazione che investire negli impianti sportivi significa investire nei diritti delle persone, soprattutto dei più giovani. Lo sport non è un semplice momento ricreativo, ma uno straordinario strumento educativo che favorisce salute, inclusione, rispetto delle regole, partecipazione e cittadinanza attiva».
Secondo Pesavento, la riqualificazione della piscina costituisce un modello di buona amministrazione, perché rende effettivo un diritto sancito anche dall'articolo 31 della Convenzione Onu sui Diritti dell'Infanzia e dell'Adolescenza e dalla Carta Internazionale dell'Educazione Fisica, dell'Attività Fisica e dello Sport dell'Umesco, che riconoscono la pratica sportiva come diritto fondamentale di ogni persona.
«Merita un sincero plauso il sindaco Vincenzo Voce», prosegue Pesavento, «per aver creduto nel recupero di una struttura che oggi torna ad essere patrimonio della città. Un'amministrazione lungimirante si riconosce dalla capacità di trasformare un'infrastruttura pubblica in uno spazio di crescita civile, educativa e sociale. Una piscina piena di giovani atleti è il simbolo di una comunità che guarda al futuro con responsabilità e visione».
Per il Coordinamento nazionale docenti della disciplina dei diritti umani, la vicenda di Crotone dimostra come il diritto allo sport non possa rimanere un principio astratto, ma debba tradursi in politiche pubbliche capaci di garantire strutture accessibili, sicure e funzionali. Ogni investimento nello sport rappresenta infatti un investimento nella dignità della persona, nella prevenzione del disagio giovanile e nella promozione di una cultura fondata sui diritti umani.
La presenza di 500 nuotatori nella piscina olimpionica crotonese diventa così non soltanto una notizia sportiva, ma il segno concreto di una città che sceglie di crescere attraverso l'educazione, l'inclusione e la valorizzazione delle nuove generazioni.

