Scuola, tutto pronto o quasi per l’inizio a Crotone: genitori infuriati
Malumori sul trasporto degli alunni di Margherita attraverso punti di raccolta all'istituto Bevilacqua. Positicipata a dicembre l'apertura del nido realizzato in via Pirandello col Pnrr

CROTONE Scoppia via social la protesta dei genitori crotonesi a seguito delle comunicazioni relative ai servizi scolastici per l’anno in partenza. Al centro delle polemiche vi è la gestione del trasporto scolastico per gli alunni della scuola primaria di Margherita, destinati ad essere ospitati presso l’Istituto Bevilacqua a causa dei lavori di ricostruzione ancora in corso nel loro plesso.
Per consentire il trasferimento, l’Amministrazione comunale ha predisposto una corsa dedicata prevedendo due soli punti di raccolta: l’appuntamento alle 7.10 al Centro sociale di Margherita e alle 7.20 nel piazzale della rotonda a Passo Vecchio. La decisione ha immediatamente sollevato un’ondata di indignazione tra i cittadini, che lamentano l’abbandono della modalità porta a porta a favore di una soluzione ritenuta scomoda e penalizzante.

Molti genitori - attraverso i commenti sul reel dell'assessore alla Pubblica istruzione, Dalila Venneri, pubblicato sulla pagina Facebook ufficiale dell'Ente - evidenziano l’impossibilità di accompagnare i figli alle fermate individuate ad orari così precoci, denunciando come la necessità di effettuare tratte in auto per raggiungere i punti di ritrovo finisca per vanificare la funzione stessa dello scuolabus, incrementando il traffico urbano e costringendo i bambini a levatacce.
Mensa posticipata al 21 settembre e nodo costi
A completare il quadro delle criticità legate all’avvio delle attività si aggiunge lo slittamento della mensa scolastica. Sebbene il suono della prima campanella sia fissato per lunedì 14 settembre, il servizio di refezione partirà soltanto il 21 settembre. Come spiegato dall’assessora alla Pubblica Istruzione Dalila Venneri, il rinvio è stato concordato direttamente con i dirigenti scolastici per far fronte a specifiche esigenze organizzative interne agli stessi istituti. Un rinvio che, pur motivato burocraticamente, aggiunge ulteriore scontento tra le famiglie, già sul piede di guerra per la gestione del trasporto.
Oltre alla logistica, infatti, a far discutere è la natura economica delle misure: i genitori contestano il pagamento delle tariffe per servizi percepiti come incompleti o a mezzo servizio. A nulla sembrano essere servite le rassicurazioni dell’assessorato alla Pubblica istruzione sulle verifiche in corso con gli uffici comunali per individuare risorse destinate a calmierare le rette: la piazza virtuale contesta l’assenza di un confronto preventivo prima di ufficializzare i piani.

L’effetto domino sui plessi e la protesta per l’asilo di via Pirandello
La vicenda di Margherita ha riaperto le ferite legate ad altre strutture cittadine. Diversi genitori hanno espresso forte rammarico per la condizione degli alunni dell’Ises, costretti da tempo a svolgere le lezioni presso il plesso Alfieri senza aver ottenuto soluzioni definitive per il rientro nella propria sede, oltre a richiedere attenzione per la scuola dell’infanzia Principe di Piemonte e la presenza tempestiva degli educatori per gli alunni con disabilità.
Ad aggravare la situazione si aggiungono i pesanti ritardi che interessano il nuovo asilo nido comunale di via Pirandello, destinato ad accogliere 50 bambini. Nonostante l’inaugurazione avvenuta lo scorso 7 aprile 2026 a seguito dei lavori finanziati con risorse Pnrr, e la pubblicazione della graduatoria d’ammissione approvata il 13 luglio dall’Assessorato alle Politiche Sociali con avvio della frequenza previsto per settembre, la struttura resta ancora chiusa.
Un gruppo di mamme si è recato questa mattina negli uffici comunali in cerca di chiarimenti, ricevendo risposte poco confortanti: l’edificio necessita di ulteriori lavori di completamento e risulta tuttora privo degli arredi interni. Un blocco operativo che rischia di far slittare l’effettiva apertura al mese di dicembre, causando enormi disagi alle famiglie di lavoratori che avevano ottenuto il posto proprio in virtù della loro condizione occupazionale. Riconosciuta la gravità della situazione, il sindaco ha successivamente ricevuto la delegazione di madri, prendendo l’impegno formale di farsi carico del problema.


