L'arte bianca
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affidato
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CROTONE La fogna non sgorga più sulla strada, ma il problema non è stato ancora definitivamente risolto. Questa mattina una squadra della Sorical è intervenuta in via Pironti a Papanice dove, ormai da dodici giorni, la fogna che usciva da una caditoia per la raccolta dell’acqua piovana inondava una vasta zona abitata.

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Sono bastate tre ore circa di lavoro di un’auto spurgo per bloccare l’emergenza. Il dato preoccupante è rappresentato dai tempi biblici impiegati da Sorical per effettuare un intervento indispensabile per salvaguardare la salute dei cittadini. Preoccupa anche il silenzio dell’Amministrazione comunale di Crotone sulla drammatica vicenda.

Un sistema fognario obsoleto da rifare

L’intervento effettuato da Sorical questa mattina non è risolutivo, ma indispensabile per bloccare l’emergenza. La soluzione definitiva richiede una soluzione radicale sul sistema fognario e della raccolta delle acque bianche e piovane a Papanice. Nel quartiere-paese periferico esiste una sola condotta che raccoglie sia le acque nere (fogna) e sia quelle bianche.

La legge e la logica dicono che le condotte devono essere due e distinte e separate: una per la raccolta delle fogne e l’altra per le acque bianche e piovane. Quando si crea un intoppo e tutte le tipologie di acque vengono fatte confluire in una sola condotta, succede quello che si è verificato in via Pironti a Papanice e cioè si ha una fuoriuscita copiosa di liquami misti ad acque bianche.

Annuncio di un esposto alla Procura

Si determina così una grave situazione di pericolo per la salute dei cittadini. Come abbiamo anticipato nel precedente articolo riguardante la vicenda dello sversamento delle fogne il Comitato per il diritto del cittadino di Papanice ha dato mandato all’avvocato dei consumatori, Paola Bellomo, per presentare un esposto in Procura.

A Papanice, alla questione dell’unica condotta per acque nere e bianche, si aggiunge anche l’annoso problema dello sversamento delle fogne nelle campagne circostanti il centro abitato. Lo sversamento avviene in più punti distanti tra di loro. Qualche anno fa, grazie anche alle azioni messe in campo dal sopra citato Comitato, l’Amministrazione comunale di Crotone aveva predisposto un progetto che prevedeva il collettamento dei punti fognari a cielo aperto e la realizzazione di una condotta che portava i reflui di Papanice al depuratore di Crotone.

Il fallimento del progetto e i disagi sulla Sp 52

Il progetto prevedeva due distinti interventi: collettamento in un unico sistema di tutti gli sversamenti esistenti e costruzione di una condotta che, partendo da Papanice, arrivasse al depuratore di Crotone. Non si è mai capito il motivo del fallimento e del fatto che oltre al danno c’è stata anche la beffa.

I lavori della condotta che da Crotone dovevano arrivare a Papanice (solo questa trance è stata fatta oggetto di gara e assegnazione ad una ditta) sono stati effettuati. I tubi della condotta sono stati allocati sotto il manto stradale della Provinciale 52, quella che collega il centro città al quartiere Papanice.

Quando i lavori sono terminati sono iniziati i problemi perché nei numerosi punti dove erano stati costruiti i pozzetti c’è stato un collassamento del manto stradale e si sono create delle voragini. Oltre al danno la beffa perché la Sp 52 che prima era perfetta è diventata quasi impercorribile. Ci sono voluti anni perché la Provincia approvasse un progetto di risanamento. Sono stati così spesi centinaia di miglia di euro di soldi pubblici e a Papanice le fogne vengono ancora scaricate nelle campagne circostanti.

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