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SCANDALE Si è dimessa dall’incarico la vicesindaca di Scandale, Maria Fernanda Giovinazzi. Le ragioni delle dimissioni sono riconducibili a «profonde divergenze politiche, amministrative e morali». La strana alleanza tra il sindaco Antonio Barberio, esponente del Partito democratico, e Giovanazzi, rappresentante di Fratelli d’Italia, è durata tre anni.

L’amministrazione «ibrida» era stata eletta alle elezioni amministrative del 14 e 15 maggio 2023. Oggi Giovinazzi ha annunciato la rottura inviando al sindaco Barberio una lettera per spiegare le ragioni che l’hanno spinta a sbattere la porta e passare dalla maggioranza all’opposizione dove, secondo quanto è dato sapere, non potrà aderire al partito di Riferimento, perché potrebbe non essere accolta dai tre consiglieri che lo compongono.

Sembra, infatti, che dovrà accontentarsi del Gruppo misto. «Il punto di non ritorno», come scrive Giovinazzi «è stata la vicenda di due giovani professionisti con incarico di collaborazione a tempo determinato, che hanno lasciato il Comune». I due posti di collaborazione sarebbero stati assegnati a «persone esterne alla comunità e amici di partito». Rincarando la dose, Giovinazzi para della retribuzione del «caro funzionario» con fondi diversi dal Pnrr.

Questa scelta penalizzerebbe professionisti che non sarebbero ancora stati retribuiti. «In questi tre anni – si legge nella lettera di dimissioni – ho visto un modo di fare politica che non mi appartiene e che non condivido». Non sono state condivise la gestione degli incarichi dati ai professionisti e «i rapporti difficili con le imprese». Non è stato nemmeno condiviso il rapporto difficile con i «tirocinanti» che sarebbero stati «mortificati e denigrati».

Continuando, aggiunge: «Per non parlare delle giunte comunali fatte senza preavviso dietro una chiamata Whatsapp, senza conoscere neanche l'oggetto delle stesse, non rispettando i principi di trasparenza e democrazia, nonché i vincoli di forma ai quali lei stesso (sindaco Antonio Barberio, ndr) si dovrebbe attenere ma non lo fa. Nel 2023 ho scelto di candidarmi mettendoci il mio impegno, la mia faccia e il consenso di tanti cittadini che hanno creduto nella mia persona. Sin dall'inizio, ho percepito un clima di ostilità e delegittimazione nei miei confronti, nonostante il ruolo che i cittadini mi avevano riconosciuto e che successivamente Lei stesso ha dovuto formalizzare con la nomina a vicesindaco».

Giovinazzi evidenza che «quando ha fatto notare tutte queste cose, le risposte sono state sempre al limite della decenza». Sono queste le ragioni che hanno convinto il vicesindaco «a non sentirsi più parte di un progetto politico e amministrativo lontano dai valori in cui crede».


 

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