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CROTONR Il servizio di emodinamica di Crotone è destinato a diventare un punto di riferimento in tutta la Calabria. Di questo si è detto convinto il professore Ciro Indolfi, luminare della cardiologia, che oggi pomeriggio ha partecipato alla cerimonia di inaugurazione del servizio di Emodinamica che, al "San Giovanni di Dio" di Crotone, sarà diretta dalla dottoressa Annalisa Mongiardo che «attualmente è la cardiologa interventista che ha fatto più procedure nella Regione e, per i medici, sappiamo che sono il numero di procedure a classificare gli operatori bravi» ha sottolineato Indolfi.

CALABRIA VERDE ANTINCENDIO 2026
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Il luminare ha invitato tutti «a segnare la data del 28 luglio 2026, perché sarà importante per l’intera Calabria» e facendo una metafora sportiva ha sottolineato che «le vittorie si ottengono quando si può contare su una buona squadra. Sono gli uomini che determinano i successi».

Un progetto ambizioso

Il progetto crotonese è ambizioso e del suo successo si sono detti convinti tutti quelli che hanno preso la parola nella biblioteca dell’ospedale di Crotone: oltre ad Indolfi, il direttore di Azienda zero, Gandolfo Miserendino, il direttore generale del Dipartimento tutela della salute e servizi sanitari, Ernesto Esposito e Antonio Graziano direttore generale dell’Azienda sanitaria provinciale di Crotone, il direttore sanitario Lucio Cosentino e il direttore dell’Unità complessa di cardiologia del "San Giovanni di Dio", Fabio Megna.

Tecnologia all'avanguardia

La convinzione che il servizio di emodinamica avrà successo nasce dal fatto che a dirigerlo sarà la dottoressa Mongiardo, che ha già dimostrato la sua altissima professionalità a Germaneto di Catanzaro, da dove proviene. L’incontro con la stampa è stato preceduto da una visita all’interno della struttura adibita a sala operatoria. Mongiardo ha spiegato che la sala è stata allestita con tutte le macchine necessarie per fare gli interventi coronarici.

«Grazie alla benevolenza di Graziano e Cosentino – ha sottolineato Mongiardo – la sala è stata dotata di tutti i macchinari necessari scelti tra quelli all’avanguardia». «Ci sono anche i macchinari per fare un intervento di angioplastica facilitata e il "rompi calcio" che consente di arrivare nei punti dove è più difficile entrare e "rotare" il calcio all’interno delle coronariche».

Una strumentistica all’avanguardia che potrebbe non essere presente in altri ospedali dove si opera con l’emodinamica e «ci sono tutte quelle strumentistiche che consentono ai medici di studiare le stenosi». Il paziente che sarà ricoverato a Crotone «avrà il massimo dell’accuratezza della diagnosi e dell’intervento, tra cui la fisiologica coronarica che consente una valutazione accurata per i soggetti che non hanno una situazione ancora definita e nemmeno iniziale».

Più chance di sopravvivenza

Un sogno che si avvera e che dà fiducia per i pazienti. Indolfi è stato chiaro: «la malattia che produce più morti è quella cardiaca e non il cancro». «Le malattie ischemiche provocano il 35% dei decessi». In Calabria addirittura si muore di più rispetto al resto dell’Italia. Con questo servizio i pazienti di Crotone avranno molte più chance di sopravvivenza rispetto al passato, perché la strumentistica presente al "San Giovanni di Dio" non ha nulla da invidiare agli ospedali Hub più blasonati.

Come è stato detto nel corso della conferenza stampa a Crotone, prima di questo servizio avviato da qualche giorno, si moriva di più perché «i tempi sono una componente fondamentale per la sopravvivenza». Non potranno essere effettuati interventi di cardiochirurgia ma si potranno lo stesso salvare tante vite perché «è stata acquistata la macchina cuore-polmoni che consente di tamponare e trasportare il paziente in un centro dove si opera». Il futuro per i pazienti cardiopatici della provincia di Crotone non dovrebbe essere più nero.

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