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CROTONE «Esprimo pieno rispetto e totale fiducia nell'operato della Magistratura, ma ritengo doveroso evidenziare l'assoluta correttezza delle mie scelte amministrative». Rompe il silenzio l'ex sindaco di Cotronei Nicola Belcastro, subito dopo la notifica dell'avviso di conclusione delle indagini preliminari emesso nei suoi confronti dalla Procura della Repubblica di Crotone. Una presa di posizione netta rispetto alle contestazioni mosse dagli inquirenti sulla gestione del servizio di conferimento e trattamento della frazione organica dei rifiuti urbani nel periodo compreso tra il 2020 e il 2022.

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Il quadro dell'inchiesta della Procura

La vicenda giudiziaria vede coinvolti, a vario titolo, oltre all'ex primo cittadino, anche due dirigenti dello stesso Ente e due imprenditori. I reati ipotizzati a seconda delle singole posizioni vanno dal falso ideologico in atto pubblico alla frode nelle pubbliche forniture, fino all'inquinamento ambientale, alla truffa aggravata ai danni della Pubblica Amministrazione e alla corruzione per l'esercizio della funzione.

I provvedimenti sono stati notificati dai carabinieri della Compagnia di Petilia Policastro, a coronamento di un'attività investigativa condotta dai militari della Stazione di Cotronei attraverso acquisizioni documentali, analisi contabili e consulenze tecniche. Secondo l'ipotesi d'accusa, le strutture di contenimento dell'impianto sarebbero state inadeguate, causando la contaminazione del fosso Valle Sbarra per lo sversamento di percolato. Nel mirino degli inquirenti è finita anche un'attestazione del maggio 2020 firmata da Belcastro, relativa all'interpretazione del silenzio-assenso dell'allora Ato 3 Rifiuti in un momento in cui, per la Procura, non vi era alcuna emergenza.

La nota integrale dell'ex sindaco

Di fronte al quadro tracciato dagli investigatori, l'ex amministratore ha voluto replicare punto su punto, paventando anche il rischio di una forzatura giuridica dovuta al mutato scenario normativo. Di seguito riportiamo la dichiarazione integrale diffusa da Nicola Belcastro:

In data odierna mi è stato notificato un avviso di conclusione delle indagini preliminari, relativo a un procedimento della Procura della Repubblica di Crotone. Mi si contesta di aver falsamente attestato, in data 15 maggio 2020, che il mancato riscontro dell’allora Ato 3 Rifiuti equivalesse a un silenzio-assenso e che, a quella data, non vi fosse alcuna emergenza rifiuti.

Nell’esprimere pieno rispetto e totale fiducia nell’operato della Magistratura, ritengo tuttavia doveroso evidenziare alcuni elementi di merito:

  • L'imputazione di "false attestazioni" richiama modalità già viste in altri procedimenti. Vi è il fondato timore che, a seguito dell'intervenuta abrogazione del reato di abuso d'ufficio, si cerchi di ricondurre dinamiche strettamente amministrative all'interno di nuove categorie di reato.
  • Riscontro con rammarico la consueta enfasi mediatica e la diffusione di note stampa legate all'inclusione di un amministratore pubblico nelle indagini. Credo fermamente che la tutela dei diritti delle persone e le garanzie costituzionali debbano sempre prevalere sull'impatto comunicativo.
  • L’impianto di gestione della frazione organica era regolarmente autorizzato dalla Regione Calabria, esattamente come numerose altre strutture analoghe operanti sul territorio provinciale e regionale.
  • Presso la medesima struttura sono stati autorizzati a conferire diversi Comuni - anche al di fuori dell'ambito territoriale - proprio da parte degli organi sovracomunali, e ciò proprio in virtù della conclamata emergenza rifiuti che in quel periodo interessava la Calabria e la provincia di Crotone.

Nelle prossime fasi processuali avrò modo di produrre atti, documenti ed elementi decisivi capaci di dimostrare l'assoluta correttezza del mio operato. Si tratta di aspetti che, evidentemente, in questa prima fase non sono stati pienamente acquisiti o valutati, ma che sono certo serviranno a chiarire la mia posizione e a rimuovere pregiudizi inopportuni.

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