Cgil, replica di Scalese: «Nessuna marginalizzazione per il Crotonese»
Il segretario dell'Area Vasta respinge le accuse di isolamento politico del territorio dopo gli addii di Scicchitano e Napolano che incassano il sostegno di Franco Grillo
CROTONE Non ci sarebbero in atto tentativi di marginalizzare la Cgil di Crotone. A sostenerlo è il segretario generale della Cgil Area Vasta Catanzaro-Crotone-Vibo, Enzo Scalese, che sulla vicenda ha diffuso oggi una nota stampa.
Il problema della marginalizzazione era stato posto nei giorni scorsi da Salvatore Scicchitano e da Rossella Napolano, che si sono dimessi dagli incarichi (il primo dalla segreteria Funzione pubblica dell'Area vasta e la seconda dalla segreteria regionale dello Spi).
Su questa linea è posizionato anche il segretario uscente della Funzione pubblica area vasta, Franco Grillo, che ha pubblicato sui social una sua riflessione. Nella sua «Tazzina rossa» sottolinea che «il progressivo isolamento politico ed economico del territorio (Crotonese, ndr), la desertificazione industriale e la precarietà diffusa hanno messo a dura prova la sua capacità di rappresentanza».
Continuando aggiunge: «Le dimissioni dei dirigenti sindacali Rino Scicchitano e Rossella Napolano costituiscono un campanello d'allarme che non può essere derubricato a semplice dinamica interna. Esse mettono nero su bianco una ferita profonda: l'isolamento in cui versa Crotone e la difficoltà, spesso solitaria, di chi prova a scuotere le coscienze».
La replica del segretario
Di questo parere non è Scalese quando scrive: «Il confronto interno in una grande organizzazione democratica come la Cgil non dovrebbe mai superare il confine del legittimo dibattito politico e organizzativo per sconfinare nella costruzione di narrazioni che finiscono per mettere in discussione il valore di un'intera comunità sindacale. Per questa ragione non posso condividere le ricostruzioni apparse in queste ore, che descrivono una presunta marginalizzazione del territorio crotonese da parte della Cgil Calabria e della Cgil Area Vasta».
Secondo Scalese, quindi, il grido di allarme lanciato dai tre rappresentanti di Crotone «è una rappresentazione che non corrisponde alla realtà e che rischia di produrre un danno ben più grande della polemica contingente, perché alimenta sfiducia verso centinaia di delegate e delegati, funzionarie e funzionari, pensionate e pensionati che ogni giorno garantiscono presenza, tutela e rappresentanza in un territorio difficile e strategico come quello di Crotone».
Mentre i tre chiedono dignità per Crotone e la sua importante storia sindacale, il segretario dell'Area vasta puntualizza che «la Cgil non cancella territori. Non li abbandona. Non li commissaria attraverso i giornali. La Cgil discute, decide e rinnova il proprio gruppo dirigente negli organismi democraticamente eletti, secondo regole condivise che valgono per tutti e che rappresentano uno dei pilastri della nostra autonomia».
«Chi conosce davvero la nostra organizzazione - continua Scalese - sa bene che i mandati hanno una durata, che il ricambio della classe dirigente è un elemento fisiologico della vita democratica e che nessuna scelta può essere letta come una contrapposizione tra territori o, peggio ancora, come un regolamento di conti personale».
Responsabilità collettiva
La polemica aperta dai dimissionari viene relegata ad «un regolamento di conti personali», anche se continuando, Scalese scrive: «Nutro stima e rispetto nei confronti di Rino Scicchitano e Rossella Napolano, così come verso tutti i dirigenti che negli anni hanno rappresentato la Cgil a Crotone, guidando categorie importanti e assumendo responsabilità anche a livello regionale e di Area Vasta. Proprio per il ruolo che hanno ricoperto, però, credo sia giusto affermare un principio semplice: se oggi riteniamo che esistano criticità organizzative sulle quali riflettere, quelle criticità appartengono all'intera organizzazione. Nessuno può rivendicare esclusivamente i risultati positivi e considerarsi estraneo alle difficoltà. La responsabilità, nella Cgil, è sempre collettiva».
«Quello che invece respingo - continua - è l'idea che la Cgil abbia allentato il proprio impegno nei confronti del territorio crotonese». Qual è allora la verità che racconta Scalese? «In questi anni la Camera del Lavoro di Crotone è stata pienamente protagonista dell'azione della Cgil Calabria e della Cgil Area Vasta. Le mobilitazioni regionali, le vertenze sul lavoro, le iniziative sulla sanità pubblica, la battaglia contro la precarietà, lo sciopero regionale del 12 dicembre, la campagna di raccolta firme, il lavoro quotidiano delle categorie, la crescita dei servizi e della rappresentanza sindacale dimostrano una presenza costante, concreta e riconosciuta dalle lavoratrici, dai lavoratori e dai pensionati».
«Del resto, parlare oggi di un presunto disinteresse verso Crotone significa dimenticare che proprio da quel territorio, negli anni, la Cgil ha valorizzato dirigenti chiamati a ricoprire importanti responsabilità regionali e territoriali. È la dimostrazione più evidente che non è mai esistita alcuna logica di marginalizzazione, ma semmai un percorso di valorizzazione delle competenze e delle esperienze maturate nella Camera del Lavoro crotonese. Il dissenso è un valore. Lo è sempre stato nella storia della Cgil. Ma il dissenso dovrebbe rafforzare l'organizzazione, non offrire all'esterno l'immagine di una comunità divisa o distante dai propri territori».
C'è da chiarire che né Scicchitano e né Napolano hanno ufficializzato la loro posizione critica sulla stampa, lo hanno fatto negli organismi, come mai non si è cercato una soluzione ai problemi che ponevano?






