L'arte bianca
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affidato
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CROTONE «Ho letto con un certo stupore il lungo comunicato del generale Errigo, già Commissario straordinario per la bonifica. Uno scritto che assomiglia più a un'autodifesa polemica che a una sobria relazione di fine mandato, infarcito di giudizi personali, sarcasmo e attacchi a chi, come il sottoscritto, ha il dovere istituzionale di rappresentare una comunità ferita da decenni di inquinamento, omissioni e promesse mancate». 

È la replica del sindaco di Crotone, Vincenzo Voce, rispetto alle accuse mosse nella mattinata dall'ex rappresentate nominato dal governo, Emilio Errigo, per coordinare, accelerare e promuovere la realizzazione degli interventi di bonifica e riparazione del danno ambientale nel Sito contaminato di interesse nazionale di Crotone.

«Va chiarito un punto fondamentale - esordisce Voce -: la mia critica non è mai stata rivolta all'uomo Errigo, ma al modello commissariale che, ancora una volta, non ha prodotto risultati concreti e visibili per la città. Dire che "se i commissari devono essere come i precedenti, meglio nessuno" non è arroganza: è la fotografia amara di una realtà che i cittadini di Crotone conoscono fin troppo bene»

Il sindaco non fa "battute da bar". Il sindaco ha raccolto la stanchezza e la rabbia di una popolazione. Ai cittadini non interessano le ricostruzioni burocratiche, le polemiche con gli attivisti o le dispute su chi abbia mostrato più o meno "zelo amministrativo". Ai cittadini interessano i risultati.

«Respingo con fermezza - puntualizza Voce - l'idea che chi chiede risultati voglia un commissario "obbediente" o "manovrabile". È una narrazione comoda, ma falsa. Crotone chiede istituzioni efficaci, trasparenti e risolutive, non figure che si limitino a certificare quanto sia difficile bonificare, né tanto meno a scaricare sulle amministrazioni locali responsabilità storiche che affondano le radici in decenni di scelte sbagliate».

«Il tentativo di delegittimare - stigmatizza il sindaco - le battaglie condotte da questa amministrazione, tutte documentate e certificate nei verbali delle Conferenze dei Servizi, è un errore grave e rivelatore. Chi governa processi straordinari deve accettare il giudizio pubblico, soprattutto quando i risultati non sono all'altezza dell'emergenza che si è chiamati a gestire».

Invece di attaccare chi denuncia, sarebbe stato più serio e responsabile riconoscere che il modello adottato non ha funzionato. Crotone non ha bisogno di auto assoluzioni né di comunicati risentiti a mandato concluso.

«Non è irrilevante ricordare - incalza Voce - che su molti dei nodi contestati i Tribunali hanno già dato ragione alle posizioni dell'Ente, confermando la fondatezza giuridica e istituzionale delle scelte assunte dal Comune di Crotone. La bonifica del Sin non è una sfida tra commissari e sindaci: è un'emergenza nazionale che richiede poteri chiari, risorse certe, tempi vincolanti e responsabilità non aggirabili».

«Su questo terreno il Comune di Crotone continuerà a fare la propria parte, senza sconti per nessuno e senza timore di dire ciò che non funziona», conclude il sindaco Vincenzo Voce.

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