Crotone e la rete idrica: quelle strane coincidenze nei guasti di notte
Le rotture della condotta sempre di notte e nei festivi alimentano i dubbi. Critiche agli enti per i ritardi e al Comune che spende i fondi Eni in feste anziché in vasche
CROTONE Ci sono strane coincidenze nelle rotture della rete idrica principale che, con sempre maggiore insistenza, stanno provocando disagi mostruosi alla popolazione di Crotone. Sicuramente non sarà sfuggito a nessuno che le rotture dei tubi di acciaio si sono verificate sempre di notte e in un territorio che, soprattutto nelle ore notturne, è scarsamente popolato.
Il tempismo dei guasti e il paragone con la storia
Le altre strane coincidenze riguardano i giorni in cui si verificano i danni alla condotta: in coincidenza di feste e quando le temperature salgono e aumenta il bisogno di acqua. Sicuramente sono delle coincidenze, ma nessuno può negare che sono davvero strane. Così come strano appare, ad una mente profana e poco avvezza a valutare aspetti tecnologici, il fatto che un tubo di acciaio possa rompersi così spesso anche se vetusto. Gli ingegneri romani non avevano nelle loro disponibilità l’acciaio, ma riuscivano a costruire opere che dopo millenni ancora sono efficienti.
La reazione tardiva degli enti gestori
In seguito all’ultima emergenza che ha riguardato «lo stesso tratto già interessato da un precedente intervento», gli enti competenti hanno convocato subito un incontro che, a loro dire, era stato già programmato. Evidentemente i precedenti casi di interruzione dell’erogazione dell’acqua erano stati catalogati come normali situazioni visto che la riunione era stata prospettata, ma non considerata urgentissima, cioè da tenersi subito per individuare un percorso veloce e risolutivo.
La scoperta della causa: la vetustà dell'infrastruttura
L’ultima riunione dei “responsabili” un risultato lo ha ottenuto e cioè: «E’ stato evidenziato come le problematiche registrate in questi giorni siano strettamente connesse allo stato di vetustà delle infrastrutture». Meno male che ce l’hanno fatta a scoprire le cause e non devono studiare il problema, perché altrimenti i tempi rischiavano di allungarsi ulteriormente. Vedremo comunque l’evoluzione.
Le promesse del Consorzio di bonifica per il post-estate
La grande novità, quindi, è che «il commissario straordinario del Consorzio di bonifica ha confermato l'impegno a programmare, al termine della stagione estiva, un intervento strutturale e risolutivo sulla condotta principale, con l'obiettivo di prevenire il ripetersi di analoghi disservizi e ridurre al minimo i disagi per cittadini e attività produttive». I cittadini devono pazientare e attendere che finisca l’estate e se dovessero esserci altre rotture attrezzarsi con bacinelle e bidoni.
L'appello del sindaco e la ricerca di fondi
Il sindaco di Crotone, Vincenzo Voce, dal canto suo «ha ribadito la necessità di programmare interventi strutturali sull'intera rete idrica, invitando gli enti competenti a cogliere tutte le opportunità offerte dai bandi di finanziamento destinati al potenziamento delle infrastrutture». Il suo intervento sicuramente sarà ascoltato da quei “monelli” che non si impegnano per realizzare infrastrutture che potrebbero risolvere i problemi dei servizi scadenti che vengono erogati ai cittadini di Crotone. I rappresentanti degli altri enti avrebbero dovuto prenderlo ad esempio.
Le critiche alla gestione dei fondi Eni
Voce aveva i soldi (accordo Eni) per rimettere in servizio i serbatoi di San Giorgio e ha investito in altro: concerti e feste che hanno una ricaduta sulla qualità della vita dei crotonesi.
La proposta: investire in vasche di contenimento
A parte l’ironia, mi permetto di segnalare ai responsabili degli enti (Consorzio di bonifica, Sorical e tutto il resto del circo equestre) di valutare l’opportunità di investire in progetti per realizzare strutture per conservare l’acqua di cui noi siamo ricchi. Se non si costruiscono vasche di contenimento l’acqua (oro allo stato puro) finisce a mare e in caso di siccità a Crotone rischiamo di morire di sete, anche se dovessimo mettere mano alla rete.

