L'arte bianca
L'arte bianca
affidato
affidato

CROTONE «L’incontro al ministero del Lavoro sul servizio di digitalizzazione rappresentava un’occasione importante per sanare una storica falla di precarietà e rafforzare la tenuta produttiva del progetto. Un’occasione che, ad oggi, appare mancata». È il commento di Fabio Tomaino, segretario provinciale confederale di Confial a Crotone.

Questa mattina, intorno alle ore 12.15, si è infatti tenuto un incontro con il sindaco di Crotone, Vincenzo Voce, per affrontare la situazione relativa alla vertenza Konecta R (ex Abramo). All’incontro hanno partecipato anche i lavoratori, con l’obiettivo di «condividere le prossime iniziative e mantenere alta l’attenzione su una vertenza che riguarda il futuro occupazionale del territorio». 

Al centro del confronto, la necessità di attivare con urgenza un’interlocuzione con il presidente della Regione Calabria, al fine di ottenere risposte concrete sul piano di rilancio, sulle prospettive occupazionali e sull’utilizzo delle risorse pubbliche.

Secondo il sindacato, la Cigs, così come impostata, non può rappresentare un semplice strumento di gestione della crisi e rischia, inoltre, di escludere una parte dei lavoratori. Per questo motivo vengono richieste garanzie chiare e verificabili.

«Restano infatti ignorati – accusa Tomaino – oltre 70 lavoratori (ex Lap), trattati come fantasmi, che hanno già pagato due volte un prezzo altissimo: prima con la mancata stabilizzazione del 19 dicembre 2024, poi nel 2025 con contratti a termine in scadenza il 18 maggio. Eppure si tratta di figure ormai essenziali nella filiera produttiva».

«Proprio per questo – si rammarica Tomaino –, si poteva e si doveva dare una risposta strutturale: stabilizzarli e utilizzare gli ammortizzatori sociali come strumento temporaneo di sostegno, finalizzato allo sviluppo e non al rinvio dei problemi».  

«La Cassa integrazione straordinaria – avverte il dirigente di Confial – non può essere un punto di arrivo o un parcheggio dei lavoratori, ma solo uno strumento inserito in una visione chiara, credibile e verificabile, capace di generare attività concrete e reali prospettive occupazionali».

«Resta poi il nodo della tenuta industriale – ricorda Tomaino –: è legittimo chiedersi se il rilancio possa essere affidato agli stessi soggetti che hanno mostrato limiti evidenti sotto il profilo organizzativo, gestionale e commerciale, tra ritardi, inattività, ferie forzate e incentivi all’esodo».

«Una gestione che abbiamo denunciato – ricorda Confial –, insieme ai lavoratori, fin dall’estate del 2025, con iniziative e atti formali indirizzati a tutte le istituzioni. Di fronte a ciò, chi doveva controllare non ha controllato e qualcuno ha coperto responsabilità evidenti».

Su questo non faremo sconti a nessuno – avverte Tomaino –: denunceremo, con atti e prove, i responsabili diretti e indiretti di questo fallimento. I fondi pubblici sono dei calabresi e devono produrre sviluppo, nuova economia e occupazione stabile. È da qui che passa la credibilità dell’obiettivo di costruire un hub nazionale della digitalizzazione».

«In questa direzione – riferisce Tomaino – si inserisce l’incontro avuto questa mattina con il Sindaco di Crotone, insieme a una folta rappresentanza di lavoratori, perché crediamo che le istituzioni restano il luogo naturale per affrontare e risolvere le criticità». 

«Nel corso dell’incontro – informa la nota – è emersa, tramite contatto con il presidente della Regione Calabria, la disponibilità a un confronto nei prossimi giorni, che dovrà finalmente entrare nel merito delle soluzioni e fare in modo che “risanamento e rilancio” non restino parole generiche e prive di contenuto, o slogan di un comunicato stampa».

«Continueremo a mantenere alta l’attenzione – assicura Tomaino –, auspicando un confronto rapido e risolutivo. Resta però un dato: i lavoratori tornano a casa con un senso di angoscia che solo chi ha vissuto tanti anni di precarietà può comprendere».

«E mentre oggi si parla di strategie e visioni – stigmatizza il sindacato autonomo –, in troppi dimenticano cosa accadeva appena due estati fa, quando centinaia di lavoratori di Abramo customer care, tra il Consiglio comunale e piazza Municipio (della Resistenza, ndr), gridavano con dignità il proprio diritto al lavoro e al futuro. Fu allora che si accese un’attenzione vera, concreta e umana da parte del presidente della Regione Calabria, che scelse di guardare agli ex Abramo non come a un problema da gestire, ma come a figli di questa terra a cui garantire una prospettiva stabile».

«Da quella sensibilità – ricorda Tomaino – nacque l’idea della digitalizzazione: una sfida ambiziosa, difficile ma innovativa, capace di offrirci la possibilità di scrivere insieme una pagina diversa per questa comunità, provando finalmente a risalire da quelle classifiche che da troppo tempo restituiscono un’immagine amara del nostro territorio».

«Noi continuiamo a scegliere quell’azione sociale – conclude Tomaino – fatta di presenza vera accanto ai lavoratori e alla gente comune, e quella politica visionaria che non usa le criticità per fare propaganda, ma le trasforma in opportunità grandi, concrete e collettive».

Impatto mortale sulla Ss 106 a Steccato di Cutro: un morto e 4 feriti
Fabio Manica si è dimesso anche da coordinatore cittadino di Forza Italia