Crisi Konecta, Confial: «Criticità organizzative, gestionali e commerciali»
Gianni Angotti e Gaetano Menzano dipenenti dell'azienda e aderenti al settore Telecomunicazioni per il sindacato autonomo: «Ammortizzatore sociale non può diventare l’orizzonte»
CROTONE «Konecta al tavolo ministeriale: il conto arriva sempre». È il commento amaro di Gianni Angotti e Gaetano Menzano, lavoratori dell'azienda in crisi che si occupa della dematerializzazioni delle cartelle sanitarie ed entrambi aderenti al sindacato autonomo “Confial” per il settore Telecomunicazioni a Crotone.
«La richiesta di Cigs presentata dall’azienda rappresenta, nei fatti - commentano i due -, la resa dei conti di un’equazione sbagliata: il risultato di criticità organizzative, gestionali e commerciali che oggi emergono con evidenza».
«L’azienda si presenta al tavolo pubblico a battere cassa - incalzano Angotti e Menzano -, chiedendo l’intervento delle risorse pubbliche senza aver prima dimostrato fino in fondo la necessaria capacità gestionale, organizzativa e commerciale nella conduzione del progetto di digitalizzazione. Una visione d’impresa che non può scaricare sulle istituzioni e sui lavoratori il prezzo delle proprie inefficienze».
Sia chiaro però - avvisano i due lavoratori -: l’ammortizzatore sociale non può diventare l’orizzonte. Il punto di partenza deve essere invece la costruzione di un progetto industriale serio, capace di garantire sviluppo, stabilità occupazionale e prospettiva.
«In questo quadro, qualunque soluzione - prospettano Angotti e Menzano - che si intenda costruire non può dimenticare una parte fondamentale della catena produttiva del servizio di digitalizzazione: gli ex Lap. Se questa componente viene trattata come marginale o, peggio, come un fantasma, significa che non si sta guardando davvero al futuro del servizio».
«Un progetto che trova un interlocutore attento - sottolineano i due lavoratori - nel presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto, che negli incontri istituzionali ha manifestato una chiara sintonia sulla necessità di dare contenuti concreti e prospettive strutturali a questa iniziativa. Ora servono scelte chiare e responsabilità condivise».
«I fondi pubblici dei calabresi - avvisano ancora - non possono trasformarsi in strumenti di assistenzialismo o in soluzioni tampone. Devono diventare la leva per costruire sviluppo reale, con l’ambizione di fare di Crotone un polo di eccellenza e una piattaforma nazionale per i servizi di digitalizzazione».
«Per questo diciamo con fermezza - sollecitano angotti e Menzano -: basta divisioni, basta complicità, basta tavoli separati che servono solo a nascondere i problemi e ad allontanare le soluzioni. Serve unità, spirito critico e responsabilità. Perché qui non si parla di equilibri o di narrazioni. Qui si parla di lavoro. E il lavoro significa dignità. E la dignità si difende solo stando tutti dalla stessa parte», concludono.

