Disavanzo da 6 milioni per Konecta, il ministero prende tempo sulla Cigs
Fissato per il 12 marZo prossimo un nuovo incontro per discutere della crisi aziendale e il ricorso alla cassa integrazione straordinaria. La Regione pronta a immettere altre risorse
ROMA Dovrà aggiornarsi il giovedì prossimo il tavolo al ministero del Lavoro per discutere della richiesta di cassa integrazione straordinaria avanzata da Konecta R. Così si è conclusa la riunione a Roma presso il dicastero dove erano presenti, oltre ai funzionari del Ministero, l'assessore al Lavoro della Regione Calabria Giovanni Calabrese, il dirigente del dipartimento lavoro, le Segreterie nazionali e regionali di Slc-Cgil, Fistel-Cisl, Uilcom-Uil e Ugl Telecomunicazioni e le Rsa dei siti produttivi calabresi.
«L'azienda - riferiscono i sindacati - ha rappresentato, anche di fronte al Ministero, le difficoltà economiche e di prospettiva che aveva esposto qualche giorno fa nella riunione regionale, che l'hanno portata alla richiesta di Cigs, indicando un disavanzo negativo di gestione, al momento, di circa 6 milioni di euro ed una mole di lavoro sufficiente per le prossime 8/9 settimane».
L'inerzia in queste condizioni potrebbe incancrenire una situazione già abbastanza compromessa e porterebbe difficoltà anche nel pagamento degli stipendi. La Regione, di contro, ha provato a rassicurare l'azienda parlando di ulteriori fondi che sono disponibili a stanziare sul progetto e di una prossima erogazione, di incentivi già approvati, che potrebbe mitigare il disavanzo sopportato fino ad oggi.
Le Organizzazioni sindacali, ascoltate le parti e considerato l'importanza del progetto messo in campo, che ha dato risposte sia in termini lavorativi che economici a circa 850 persone provenienti dal perimetro ex Abramo customer care, e che potrebbe rappresentare un volano lavorativo per un settore come quello dei call center in forte crisi di attività e di ricavi, hanno affermato che «è necessario più che mai trovare una soluzione definitiva affinché si possa dare stabilità e serenità a migliaia di famiglie già provate da una vertenza lunga ed estenuante come quella appena trascorsa» e che «l'ammortizzatore può rappresentare un mezzo attraverso cui raggiungere quel risultato, ma non può essere il fine ultimo che porterebbe esclusivamente a prolungare una condizione di incertezza inaccettabile».
Il Ministero, preso atto delle dichiarazioni fornite, ed al fine di cercare soluzioni utili a superare le difficoltà rappresentate, ha chiesto all'Azienda ed alla Regione Calabria di rivedersi nelle prossime ore ed ha fissato un nuovo incontro, tra tutte le parti, a giovedì 12 marzo.

