Pronto soccorso, Adoc replica all'Asp: «Allarmismo? Parlano le foto»
Dopo la diffida dei consumatori sul degrado al "San Giovanni di Dio", l'Azienda sanitaria rassicura ed esegue le pulizie, ma l'associazione insiste: «Lavori grazie a noi»

CROTONE Botta e risposta al vetriolo tra l'Associazione difesa orientamento consumatori (Adoc) di Crotone e la Direzione strategica dell'Azienda sanitaria provinciale in merito alle condizioni igienico-sanitarie delle pertinenze esterne del Pronto soccorso dell’ospedale “San Giovanni di Dio”.

A riaccendere i riflettori sulla vicenda è la dura replica della presidente provinciale di Adoc, l'avvocato Paola Bellomo, la quale respinge con fermezza l'accusa di voler generare "ingiustificati allarmismi". «Prendiamo atto con favore del tempestivo intervento di pulizia e della programmazione dei lavori di canalizzazione da parte dell'Asp – dichiara Bellomo –, ma se l'Azienda è dovuta correre ai ripari significa che la situazione da noi denunciata era reale, attuale e non più tollerabile». Secondo la presidente, sono proprio le foto diffuse dall'associazione a documentare oggettivamente i fatti.

Lo scontro sulla prevenzione ambientale
Al centro della polemica vi è la natura del rischio sanitario. L'Asp di Crotone, a seguito di un immediato sopralluogo tecnico, aveva rassicurato la cittadinanza parlando di una situazione "assolutamente sotto controllo" e priva di pericoli epidemiologici. L'azienda aveva spiegato che la criticità era legata esclusivamente allo scolo di acqua di condensa dei condizionatori, definita come semplice "acqua distillata", pulita e priva di cariche batteriche.
Una tesi che Adoc bolla come «scientificamente claudicante». «Nessuno ha mai sostenuto che l'acqua di condensa nasca contaminata – precisa l'avvocato Bellomo –. Il rischio è causato dal ristagno prolungato di quell'acqua sul suolo colmo di detriti e sporcizia, che crea il perfetto focolaio larvale per insetti ematofagi che poi invadono le sale d'attesa».

Dalla diffida iniziale agli impegni dell'Asp
La vicenda era nata nei giorni scorsi con un formale esposto-diffida inviato da Adoc all'Asp, al Comune e ai Carabinieri del Nas di Catanzaro, in cui si denunciavano accumuli di fango, rifiuti e insetti nelle aree adiacenti agli accessi d'emergenza. L'associazione aveva concesso cinque giorni di tempo per una sanificazione straordinaria e per l'adeguamento degli scarichi dei condizionatori.
Dal canto suo, l'Azienda sanitaria ha ribadito che le disinfestazioni all'interno dei locali avvengono regolarmente in modo programmato e che il problema non sussiste nelle sale d'attesa. Tuttavia, per ripristinare il decoro, l'Asp è prontamente intervenuta pulendo l'area esterna e programmando l'allaccio degli scarichi direttamente nella rete preposta per eliminare il gocciolamento sul suolo.

Vigilanza alta sul diritto alla salute
Per Adoc, l'annuncio dei prossimi lavori strutturali da parte dell'Asp è la prova lampante della fondatezza della propria denuncia. L'associazione ha fatto sapere che monitorerà con estrema attenzione affinché gli impegni tecnici presi dall'Azienda vengano tradotti in opere concrete in tempi rapidissimi. In caso contrario, l'esposto già depositato farà il suo corso formale nelle sedi giudiziarie. «La salute dei cittadini – conclude Bellomo – non si tutela con i comunicati di rassicurazione, ma con la manutenzione quotidiana delle strutture».

