L'arte bianca
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affidato
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CROTONE «Il diritto alla salute non si esaurisce nella sola somministrazione delle terapie, ma esige il rispetto assoluto della dignità della persona e l'idoneità dei luoghi di cura. Quello che sta accadendo al reparto di Oncologia dell'ospedale “San Giovanni di Dio” di Crotone è un paradosso intollerabile che richiede risposte immediate». Lo dichiara in una nota la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle, Elisabetta Barbuto, che ha depositato un'interrogazione a risposta scritta indirizzata al presidente Occhiuto.

 

L'iniziativa della consigliera pentastellata prende le mosse dalle vibranti denunce apparse sulla stampa locale, ma si fonda soprattutto su un'esperienza diretta e dolorosa. «Frequento purtroppo quel reparto da paziente – rivela Barbuto – e ho potuto constatare personalmente, con i miei occhi, lo stato di precarietà strutturale e di grave degrado logistico in cui l'utenza è costretta a ricevere le cure e il personale a operare».

«Da un lato – spiega la consigliera del M5s – abbiamo un'équipe medica straordinaria, guidata magistralmente dalla dottoressa Carla Cortese, che ringrazio pubblicamente: professionisti encomiabili che con empatia e dedizione assoluta trasformano un reparto difficile in un'oasi di speranza. Dall'altro, ci scontriamo con una struttura fatiscente, dove la carenza di spazi calpesta i diritti minimi dei malati».

 

Nell'interrogazione vengono evidenziate criticità logistiche pesantissime, a partire dalla coabitazione forzata tra i reparti di Oncologia e Nefrologia. «Una promiscuità inaccettabile – incalza Barbuto – che costringe pazienti ad altissima vulnerabilità e con gravi fragilità immunitarie a condividere persino i servizi igienici. Tutto questo accade mentre la richiesta di prestazioni oncologiche sul territorio crotonese è in costante e progressivo aumento. Non si può rispondere a un'emergenza epidemiologica stringendo gli spazi e riducendo i servizi».

Attraverso l'atto ispettivo, la consigliera Barbuto chiede formalmente alla Regione l'attivazione immediata del Servizio ispettivo regionale o un mandato ispettivo urgente all'Asp di Crotone per verificare la conformità dei locali ai requisiti minimi di legge. Un'azione che la consigliera ha voluto blindare con una specifica clausola di salvaguardia: «Qualsiasi intervento ispettivo o correttivo dovrà avvenire garantendo la tassativa e totale continuità terapeutica in loco, senza alcuna interruzione dei servizi e scongiurando l'ipotesi di trasferimenti fuori provincia, che aggraverebbero soltanto il dramma dei pazienti e delle loro famiglie».

 

Da sinistra: Barbuto e Scutellà

«Il management sanitario e la politica regionale non possono continuare a fare cassa sulla pelle dei cittadini o a usare lo spirito di sacrificio dei medici come alibi per coprire l'immobilità delle istituzioni. Chiediamo tempi certi per i lavori di ristrutturazione, ampliamento e per la definitiva separazione logistica dei due reparti. Crotone e i malati oncologici meritano rispetto, dignità e cure in ambienti idonei», conclude Elisabetta Barbuto.

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