L'arte bianca
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affidato
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CROTONE Nella splendida cornice del Teatro Vincenzo Scaramuzza di Crotone la musica si è trasformata in qualcosa di più di uno spettacolo: è diventata un abbraccio collettivo, un gesto concreto di solidarietà capace di unire un’intera città attorno alla storia di Simone, un bambino di 13 anni.

Il concerto “Note d’Amore”, nato in seno all’Associazione Adiemus, insieme alla professoressa Emanuela Tassone e con il patrocinio del Comune di Crotone, ha riempito il teatro con oltre mille persone. 

Una mattinata intensa quella del 13 marzo scorso, carica di emozione, che ha dimostrato quanto una comunità sappia essere presente, quando la causa è quella giusta. Grazie alla sensibilità e alla generosità delle famiglie crotonesi, sono stati raccolti 10.550 euro, destinati a sostenere una terapia innovativa, che potrebbe migliorare le condizioni del piccolo.  

Simone convive con una paralisi fin dalla nascita, ma la sua storia è soprattutto una storia di luce e determinazione. A raccontarlo dal palco è stata la sorella Rebecca, con parole che hanno toccato il cuore di tutti. «Simone è un ragazzo pieno di luce, di dolcezza e di forza. Ogni suo sorriso è una conquista, ogni piccolo progresso è una vittoria immensa». 

Guardando il teatro gremito, Rebecca ha trovato la forza di esprimere, a nome della famiglia, tutta la sua riconoscenza: «La paralisi ha segnato il suo cammino fin dalla nascita, ma non ha mai spento la sua voglia di vivere, di imparare e di esserci. Guardando questo teatro pieno, sento che Simone non è solo. Non lo è mai stato». 

Sul palco l’Orchestra giovanile crotonese ha regalato un concerto intenso ed emozionante, guidata dai direttori Stefano Paone, Francesco Novello, Antonio Rizzuti, Francesco Pignataro e Damiano Morise, con un repertorio che ha attraversato celebri colonne sonore e gli indimenticabili brani di Ennio Morricone. A condurre la mattinata il cantattore Giuseppe Calabretta, che ha accompagnato il pubblico tra musica e racconto. 

Rebecca ha voluto inoltre ringraziare chi ha reso possibile tutto questo: la professoressa Emanuela Tassone, «anima e cuore di questa iniziativa», il maestro Damiano Morise, l’Associazione Adiemus, il sindaco Vincenzo Voce, per il patrocinio e la concessione gratuita del teatro, i Vigili del Fuoco per il servizio volontario e i dirigenti scolastici che hanno permesso a tanti studenti di partecipare. 

Prima di scendere dal palco, Rebecca ha lasciato alla città un pensiero che racchiude il senso della giornata:
«Simone forse non potrà dire tutto questo con le parole, ma io posso dirlo per lui: grazie! Grazie perché state dando valore alla sua vita». E in quel momento è apparso chiaro a tutti: per qualche ora Crotone è diventata una sola voce, una sola orchestra, capace di suonare la melodia più importante: quella della solidarietà.

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