L'arte bianca
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CROTONE La doccia fredda sulla vicenda del Villaggio Campisi di Crotone (località Gabella) è arrivata nel tardo pomeriggio del 2 aprile scorso quando il giudice della sezione penale del Tribunale di Crotone, Chiara Dominelli, ha ribaltato le aspettative di molti proprietari del complesso estivo.

Insieme alla condanna di Antonio Campisi ( 8 mesi) e Luigi Campisi (5 mesi), rispettivamente padre e figlio, l'aspetto più dirompente della sentenza del Tribunale di Crotone è stato infatti l'ordine di confisca totale dei terreni e di tutti i 74 bungalow

Questo significa che le unità abitative passano ufficialmente al patrimonio del Comune. La decisione ha sorpreso molti, poiché persino il pubblico ministero aveva inizialmente considerato gli acquirenti come parti offese (in buona fede), non richiedendo la confisca. Il giudice, invece, ha optato per la linea dura.

Le motivazioni: lottizzazione abusiva

Il tribunale ha accertato che quello che doveva essere un semplice campeggio stagionale per tende e roulotte era stato trasformato in una vera e propria lottizzazione abusiva residenziale. Invece di alloggi precari, sono nate villette ancorate al suolo con allacci idrici, fognari, verande e persino un anfiteatro e una piscina. L'area è stata così trasformata in modo permanente in un quartiere residenziale, violando le destinazioni urbanistiche previste. 

La situazione dei proprietari

Per chi ha acquistato i bungalow, la sentenza è una "doccia fredda" perché il giudice ha anche rigettato le richieste di risarcimento avanzate dai proprietari contro i costruttori verso i quali sono state inflitte pene lievi. I due principali imputati della società costruttrice (Gsc srl) hanno ricevuto pene piuttosto contenute, 8 mesi di reclusione e 26.667 euro di ammenda e 5 mesi di reclusione e 20mila euro di ammenda, sono stati quindi condannati a risarcire i danni al Comune di Crotone.

4. Cronologia recente

  • Ottobre 2023: Scatta il sequestro preventivo dell'area da parte dei Carabinieri.
  • Aprile 2025: Si registrano tensioni ai cancelli, con i proprietari che tentano di accedere alle strutture sotto sequestro per proteggerle da atti di sciacallaggio.
  • Aprile 2026: Arriva la sentenza di primo grado che decreta la confisca.

In sintesi, la giustizia ha considerato l'alterazione del territorio talmente grave da non poter essere sanata, procedendo con l'acquisizione pubblica degli immobili, nonostante il dramma sociale dei privati che vi avevano investito risparmi. È molto probabile che le difese presenteranno adesso ricorso in Appello.

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