L'arte bianca
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CROTONE «È fondamentale promuovere una collaborazione attiva e trasparente con l'autorità giudiziaria: segnalare anomalie e contrastare pratiche opache non è soltanto un dovere civico, ma un'espressione concreta di responsabilità e dignità professionale. Chi opera quotidianamente negli uffici è infatti il primo garante della tutela dell'interesse pubblico». 

È l'appello lanciato dalle segreterie della Cgil Area vasta di Catanzaro, Crotone, Vibo e della Funzione pubblica Cgil rivolto «a tutte le donne e gli uomini della pubblica amministrazione» a proposito dell'inchiesta “Teorema” della Procura della Repubblica di Crotone.

L'indagine ha scoperchiato un sistema illecito di assegnazione degli appalti pubblici alla Provincia di Crotone e ai Comuni di Isola Capo Rizzuto e Cirò Marina e, lo scorso 31 marzo, ha portato alla notifica di venti avvisi di garanzia oltre al sequestro di beni nei confronti di alcuni degli indagati.

«I dipendenti pubblici - spiega una nota del sindacato - non sono semplici osservatori, ma rappresentano il primo presidio della legalità. Ogni appalto pilotato e ogni procedura alterata sottraggono risorse e prospettive al futuro di Crotone».

La Cgil «non farà sconti e continuerà a sostenere chi sceglie la strada della trasparenza. Alle amministrazioni comunale e provinciale chiediamo di garantire contesti di lavoro in cui l'integrità sia tutelata e riconosciuta, trasformando questa fase critica in un'occasione di riscatto etico e istituzionale».

 «Crotone ha bisogno - sollecita il sindacato - di una vera “casa di vetro”, in cui il diritto prevalga su ogni logica di favore. Democrazia e lavoro dignitoso si fondano sulla legalità: è da quella parte che continueremo a stare».

Le segreterie della Cgil affermano ancora che il quadro che sta emergendo dall'inchiesta, «se confermato, rappresenterebbe una ferita profonda per l'intera comunità. Seguiamo con estrema attenzione l'evolversi dell'inchiesta, consapevoli che il malaffare e la corruzione sono i primi ostacoli alla crescita democratica e al lavoro di qualità».

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